Primavera 2000
Perché
Nella prefazione alla parte tecnica del libro «la strategia del margine» abbiamo esposto alcune ragioni che ci hanno condotto ad intraprendere quest'opera, ad esempio, il desiderio di trasmettere alcuni criteri di gestione della sicurezza a persone con specifiche competenze e di diffondere necessarie consapevolezze a molti utenti interessati, con uno scopo di carattere prevalentemente culturale.
Non abbiamo esternato altre motivazioni più complesse per non fare della prefazione un altro volume a parte, riteniamo, però, che sia utile parlarne presentando sul sito il risultato di un anno di intenso lavoro di gruppo.
Queste motivazioni attengono a due aspetti principali, la constatazione e quindi la consapevolezza che c'è un solo modo di essere professionista del volo, e gli avanzamenti della tecnologia (non sempre vero progresso) non modificano i criteri fondamentali della professione; l'altro aspetto è la constatazione che siamo solo utenti del trasporto aereo, senza concrete possibilità di contribuire direttamente ed attivamente a diffondere questa cultura professionale a meno di mettere, per l'appunto, nero su bianco o, se volete, files su hardisk.
Il libro «la strategia del margine» non è semplicemente un sasso nello stagno, è un chiodo in parete che dovrebbe permettere un approccio più organico alla sicurezza dei sistemi industriali a tutti coloro che hanno trovato stimolante o interessante quanto diciamo su questo sito. (acp)
GIi autori
Il libro è stato presentato il 13 aprile scorso presso la Sala Convegni del CNR di Roma.
Esso tratta degli aspetti tecnico scientifici e della rilevanza tecnico-giuridica della prevenzione degli incidenti in aviazione e nei sistemi a rischio di incidente rilevante.
La parte tecnica è stata redatta da Renzo Dentesano, Silvano Silenzi e Aldo Pezzopane, esperti di sicurezza di aviazione che hanno operato in Alitalia come comandanti d'aeromobile e con incarichi relativi alla sicurezza e alla qualità delle operazioni volo.
Renzo Dentesano è Investigatore d’incidenti aeronautici, diplomato presso la Scuola del National Tranportation Safety Board, l'ente governativo degli Stati Uniti per le inchieste tecniche sugli incidenti a tutti i mezzi di trasporto pubblici.
E' autore di molti studi tecnici sulla sicurezza del volo diffusi a livello internazionale che gli sono valsi la nomina a Pioniere del Progresso Aeronautico da parte dell’Associazione Pionieri dell’Aeronautica (Ente morale della Repubblica).
Silvano Silenzi è stato responsabile del Servizio Sicurezza Volo della Compagnia Alitalia per oltre dieci anni, fino al 1997 mentre Aldo Pezzopane ha avuto l'incarico di Responsabile Assicurazione Qualità per le Operazioni Volo in Alitalia. Entrambi hanno frequentato corsi di Human Factor, Accident Investigation e Flight Safety presso la Univerity of Southern California di Los Angeles e il Cranfield Institute of Aeronautics di Bedford, in Inghilterra.
Silenzi e Pezzopane, nel 1999, hanno collaborato ad alcuni incontri dell'Ente Sicurezza di Sistema delle FFSS con i dirigenti locali dell'ente, in occasione dei quali sono intervenuti per illustrare l'esperienza della prevenzione incidenti nel trasporto aereo.
La parte giuridica è a cura di Giovanni Battista Petti, magistrato dal I965, che attualmente svolge le funzioni di Consigliere di Cassazione presso la Suprema Corte in Roma. Egli tratta le responsabilità in ordine alla prevenzione e al risarcimento del danno quando si verificano incidenti o disastri aerei.
Luigi Iavarone è tecnologo presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.) e Responsabile Regionale del Servizio di Prevenzione e Protezione per la Campania, Calabria e Sicilia. Egli esamina i risvolti del D.Lgs. 626/94, la cui applicazione agli aeromobili è in attesa di definizione.
I contenuti
Si tratta di un'opera di notevoli dimensioni (oltre 400 pagine) che comprende argomenti già accennati nelle precedenti edizioni di airmanship on line.
La parte tecnica del libro è una illustrazione dei concetti fondamentali per la gestione della sicurezza. Ma il punto centrale del libro è la ridefinizione dei fattori causali degli incidenti attraverso la teoria di James Reason, ricercatore dell'Università di Manchester, che analizzò diversi eventi disastrosi avvenuti in diversi contesti industriali e diverse modalità di trasporto che vanno dall'incidente di Chernobyl, al rovesciamento del traghetto Herald of Free Enterprise, all'incidente ferroviario di Clapham Junction, al disastro della space shuttle Challenger.
Nel libro vengono descritti in modo dettagliato alcuni gravi incidenti aeronautici che rappresentano dei casi di studio per la dimostrazione della teoria di Reason: l'errore o la violazione di norme commessi dall'operatore in prima linea sono il risultato di condizioni predisposte dal tessuto organizzativo in cui viene espletata l'attività produttiva.
Recensione del libro "LA STRATEGIA DEL MARGINE"
Autori:- R. DENTESANO, A. C. PEZZOPANE, S. SILENZI, G. B. PETTI, L.IAVARONE.
Editore:- “NUOVE DIMENSIONI” – V. Gallonio 9 - Roma.- Tel. 06- 44290709.
Prezzo: Lit. 40.000.
“La strategia del margine”, opera di indubbia originalità, redatta a più mani da Autori di rilevante esperienza e competenza sia nel campo dell’aviazione commerciale che in quello normativo-giuridico, costituisce un importante punto di riferimento in materia di prevenzione e di investigazione degli incidenti, integrato da puntuali riferimenti di carattere normativo e giuridico in materia.
Il testo ha un peso informativo e culturale rimarchevole, in quanto presenta un compendio sia di concetti fondamentali sui quali si basa la prevenzione dei sinistri in qualsiasi sistema industriale a rischio di elevata potenzialità lesiva, sia il tema della responsabilità civile e penale, con particolare riguardo all’aspetto risarcitorio spettante al danneggiato o dei suoi aventi diritto.
Il sistema aeronautico viene particolarmente preso a riferimento quale esempio molto avanzato dell’applicazione di teorie che da tale segmento industriale hanno avuto peculiare attenzione a seguito di analisi condotte a tutto campo su grandi disastri, su incidenti di varia gravità e perfino da mancati incidenti!
Questo corposo ma scorrevole e talvolta appassionante testo, con caratteristiche educativo-culturali, originato dal desiderio d’una Associazione tra professionisti aeronaviganti a riposo (ANPAN) di condividere con i professionisti ancora in attività le proprie positive esperienze maturate in lunghi anni di attività internazionale e di interessare il pubblico utente dei servizi aerei di trasporto su quello che avviene oltre la porta della cabina di pilotaggio, sponsorizzato dall’Unione dei professionisti specializzati nell’informazione aerospaziale (UGAI), può esser accostato anche dal lettore comune, interessato ad aprire una propria finestra conoscitiva sul mondo del trasporto aereo, che sempre più spesso può vederlo utente del più celere mezzo di comunicazione oggi esistente.
Dunque, l’opera che illustra l’origine e gli sviluppi dei criteri e delle tecniche di investigazione e di prevenzione degli incidenti ed introduce i concetti di causalità nella generazione degli stessi anche sotto il profilo giuridico, oltre che tecnico, di fatto esprime un genuino ed inedito messaggio culturale:- il famoso “fattore umano” non è più e non è la sola problematica della prevenzione nei sistemi ad elevato rischio d’incidente, poiché dalla più moderne tecniche analitiche sono ormai emersi in modo inequivocabile i dati che permettono di affermare che i genuini precursori dell’errore umano risiedono prevalentemente nelle decisioni di origine gestionale, capaci di rimanere latenti fino a quando una concomitanza di fattori causali dormienti, improvvisamente risvegliati, li scatena contro l’operatore di prima linea, che talvolta non ce la fa a dominarli.
Comunque la conclusione più appariscente è che la tecnica, pur nella sua moderna potenza, va applicata attraverso una buona tecnica di prevenzione, oltre che tramite la tutela ed il risarcimento, in caso d’incidente.
Appropriandoci per un momento d’un commento del famoso commediografo Tristàn Bernard che pensava che «una metà dell’umanità è composta di persona che hanno qualcosa da dire e sono costrette a tacere e l’altra metà, invece, di persone che non hanno proprio nulla da dire e tuttavia parlano in continuazione», possiamo affermare che gli Autori di questo saggio hanno buon diritto ad aver detto la loro e che il lettore, sia esso aduso a certi concetti che chi sia digiuno della materia, da questa lettura trarrà sicuro beneficio culturale.