
Autunno 2000
Radio Frequency Weapons un altro problema per il trasporto aereo degli anni a venire?Proponiamo ai visitatori del nostro sito una serie di letture che sollevano dei veli su alcuni aspetti degli incidenti in aviazione e nei sistemi a elevata tecnologia che non devono essere ignorati.Gli effetti sugli aeromobili dei cosiddetti HIRF (External) High Intensity Radiated Fields.Campi di onde elettromagnetiche ad alta intensità furono causa di un incidente a velivoli Tornado in Germania quasi vent'anni fa.Lo sviluppo della tecnologia ha diffuso inizialmente velivoli sempre più sensibili ad interferenze elettromagnetiche anche di minore intensità, finché la tecnologia e la costruzione degli elementi interferenti non ha sviluppato dispositivi con emissione di campi sempre meno intensi. Al tempo stesso venivano realizzate adeguate schermature sia dei velivoli e delle loro apparecchiature, sia dei dispositivi di emissione.Ma tutto questo fa parte della tecnologia nota, non «classificata», la tecnologia degli standard internazionali che dettano precise specifiche di progettazione, costruzione ed utilizzazione.Quando invece entriamo nel campo della tecnologia applicata a scopi militari perdiamo qualsiasi riferimento e ci troviamo in un campo minato. E la metafora è appropriata.Radio Frequency Weapons RFW è la parola chiave e la spiegazione la troverete se avrete la pazienza di leggere tutto fino alla fine.Siamo venuti a conoscenza di questi aspetti tramite la puntuale segnalazione pervenutaci dall'amico Gianfranco Bangone di uno studio condotto da Elaine Scarry negli Stati Uniti in relazione agli incidenti del TWA 800 e dello Swissair 111.Gianfranco Bangone è un giornalista scientifico e lavora per Panorama. Si è lungamente occupato di spazio e di aviazione commerciale, la sua inchiesta sull'ATR42 di Conca di Crezzo è stata citata dal settimanale americano US News and World Report. Egli, in passato, ha lavorato abbastanza sul militare per ritenere che dal punto di vista scientifico lo studio della Scarry non sia affatto campato in aria.Agli Autori di airmanshiponlineVi segnalo una interessante inchiesta di Elaine Scarry sugli incidenti TWA 800, Swissair 111 e Egyptair 990 pubblicata recentemente dalla NYRB [The New York Review of Books].Il primo di questi incidenti è stato oggetto di molte speculazioni, ma in genere si è trattato di ricostruzioni "cospirazioniste". Teorie suffragate in parte dal fatto che il Department of Justice americano il 24 luglio del '96 ricorreva al "Title 49 US Code" per impedire agli investigatori del NTSB di accedere ai resti del TWA e di interrogare i testimoni oculari.In tutta questa faccenda non c'è dubbio che vi sia stato un qualche livello di coverup da parte dell'FBI che ha impedito una inchiesta esauriente e tecnicamente accettabile da parte dell'ente investigativo americano, cosa che in sede di risultanze preliminari ha comportato una spaccatura nel team degli investigatori e una pubblica ribellione di cui hanno riferito i giornali americani.Il mistero del TWA è quindi ancora sepolto nelle nebbie, anche per una certa resistenza dell'amministrazione americana a declassificare alcuni dati che sembrano determinanti per l'accertamento delle cause dell'incidente.E' quindi perlomeno bizzarro che una nuova ipotesi sia stata proposta, già due anni fa, da Elaine Scarry, un'apprezzata docente di estetica e di teoria generali dei valori all'università di Harvard, a cui si deve un testo di analisi letteraria, -The Body in Pain - che ha vinto nientemeno che un Capote Literary Award.E' come se un apprezzato italianista, del calibro di Corisni o di Sanguineti, si sia occupato dell'incidente Alitalia di Zurigo.Elaine, che contattata dice garbatamente di non voler commentare questo suo lavoro, ha comunque dimostrato non poca caparbietà nell'imporre le sue idee. E' particolarmente interessante un carteggio fra Elaine e James Hall (NTSB) dove ella chiede che tale ipotesi venga presa in considerazione.Il suo pressing ha comunque raggiunto un risultato e c'è uno statement ufficiale del NTSB, di cui hanno riferito diverse agenzie americane, in cui si annuncia che si condurranno delle indagini per validare questa ipotesi che risulta tutt'altro che peregrina.La costa prospiciente allo spazio aereo dove si sono verificati questi incidenti ha infatti un'alta densità di impianti militari, si tratta di unità di Early Warning, di centri di comunicazione per la flotta di superfice e subacquea dell'Atlantico, oltre a basi militari dove si svolge attività classified. Ho trovato la ricostruzione della Scarry molto interessante e quindi mi auguro che possiate accoglierla nel vostro sito.cordiali salutiGianfranco BangoneRiteniamo la lettera di Gianfranco Bangone già stimolante per una lettura attenta, quindi molto efficace per introdurre l'argomento.In ogni caso è bene fare alcune considerazioni che aiuteranno il lettore a decidere se iniziare lo studio di quanto proposto, chiarendo prima a se stesso le proprie motivazioni.Per questo faremo un paragone con il caso di Ustica che abbiamo trattato in edizioni precedenti.Quando si propone lo scenario possibile di un evento, è importante portare all'attenzione [nell'ordine]: fatti, argomentazioni, ipotesi, deduzioni con il loro rispettivo peso probabilistico e con il peso in probabilità delle relazioni che possono collegarli.Peso delle probabilità individuato con metodo scientifico e in accordo allo stato dell'arte delle conoscenze sulla materia.Ebbene la proposta di un tale scenario riguardo agli incidenti aerei si sviluppa più facilmente in lingua inglese, ma in un inglese tecnico, aeronautico, che non consente deragliamenti dialettici.Inoltre la lettura di uno studio, o di una relazione tecnica non è la lettura di un romanzo o di un saggio, è qualcosa che va studiato, ripercorrendo il filo logico concettuale che è il risultato di un lungo e duro lavoro di persone di elevata competenza tecnica e di specifica consolidata e dimostrata esperienza.Il lettore che si avvicini già con atteggiamento pregiudiziale evita spesso di mantenere l'attenzione necessaria per cogliere quegli approfondimenti che potrebbero dimostrargli una diversa, logica, visone degli eventi.A nostro parere è ciò che è accaduto riguardo alla relazione sul disastro di Ustica effettuata da Frank Taylor.Non possiamo pensare che la ricostruzione di Taylor non susciti in ogni persona culturalmente preparata e scevra da pregiudizi una visione dell'incidente ben diversa da quella che altri attori, come quelli della vicenda politica e giudiziaria, tendono a proporre.Premesso questo, è evidente che non potevamo certo tradurre in italiano quanto di seguito proposto ed è evidente che ci rivolgiamo a persone realmente motivate ad approfondire l'argomento.Crediamo che quanto proposto sia utile per comprendere alcune tecniche e meccanismi della investigazione degli incidenti aerei, un argomento che ci vede costantemente presenti come impegno per diffonderne la conoscenza e per la formazione di professionisti sulla materia.In particolare riteniamo che ciò che emerge dagli articoli sia estremamente interessante per il professionista [comandante di linea] che periodicamente si trovi a volare nello spazio aereo della costa atlantica settentrionale del continente americano.Malfunzionamenti, apprentemente di poco conto, dovrebbero essere rilevati e segnalati al fine di creare un insieme di dati analizzabili senza aspettare catastrofi periodiche. Ma adesso, buona lettura.Gli autori del sito