AIRMANSHIP
Estate Autunno 2000

Riflessioni sul disastro del Concorde

 

Dopo le prime notizie del disastro del Concorde dell'Air France apprese attraverso la radio fummo, come in altre occasioni, tempestati da giornalisti di varie testate che avrebbero voluto, come al solito, almeno un ventaglio di ipotesi sul disastro ma, come in altre analoghe circostanze, indicammo in modo definitivo che l'informazione più importante che essi avrebbero potuto e dovuto dare era che nessuno è leggittimato a fare ipotesi con i "rottami ancora fumanti". Inoltre, i tempi per le risposte ai quesiti che un incidente aereo suscita naturalmente nel pubblico, non avrebbero potuto essere compressi dalle esigenze della dinamica dell'informazione [lo sfruttamento della  notizia finché è calda"], ma dovevano rispettare le esigenze di una investigazione seria.

E questa era una notizia che poteva essere data, a nostro parere, con sufficiente certezza. La BEA (Bureau d'Enquetes-Accidents), l'ente francese di investigazione degli incidenti e dei disastri aerei ha dimostrato diverse volte, in passato, di avere le capacità degli investigatori, gli strumenti e l'organizzazione, per giungere a risultati idonei a dare tutte le risposte necessarie.

La BEA ha dimostrato in occasione dei disastri degli A320 di Habsheim e di Mont Saint-Odile di essere un'agenzia di investigazione tecnicamente affidabile e scevra da condizionamenti.

[Prossimamente vi proporremo l'inchiesta completa della BEA sul disastro aereo dell'ATR-42 nel Kosovo dello scorso novembre]

Spesso alcuni addetti ai lavori, anche piloti, che vengono intervistati per soddisfare le esigenze di informazione suddette, cadono nell'equivoco delle ipotesi a botta calda ed invece di chiarire il quadro lo complicano ulteriormente dando indicazioni che possono fuorviare il pubblico riguardo alle considerazioni da fare in seguito ad un tale evento. In realtà lo spazio limitato che viene dato non consente nemmeno di entrare nell'abbozzo del quadro.

Nelle ore che seguono il disastro non è possibile fare ipotesi affidabili sulle cause dell'evento ma è possibile raccogliere evidenze, cioè fatti, che saranno oggetto di analisi, approfondimenti, comparazioni, verifiche e, nel corso dell'inchiesta, potranno far definire con approssimazione e probabilità sempre maggiore le cause dell'incidente.

Ma quali cause? Quelle ultime in ordine cronologico o tutte le cause, anche quelle che sono state disseminate nel tempo come fattori latenti e che hanno predisposto il terreno favorevole all'ultimo guasto, alla circostanza inevitabile.

Definire inevitabile la circostanza finale potrebbe sottintendere che le cause latenti potevano, invece, essere evitate?

Ed ecco la domanda principale che l'utente deve porsi, e noi ci mettiamo tra gli utenti, il disastro avrebbe potuto essere evitato con gli strumenti che lo stato dell'arte mette a disposizione dei resposabili del sistema che il disastro pone sotto osservazione? In questo caso il sistema di trasporto supersonico anglo-francese.

La risposta che ci sentiamo di dare con una congrua certezza, in funzione della esperienza che traiamo da altri disastri ed incidenti è: avrebbe potuto essere evitato.

Abbiamo imparato dall'analisi dei grandi disastri nei diversi sistemi di trasporto e nei sistemi di produzione di energia che le cause latenti avrebbero potuto essere rimosse da criteri e politiche di gestione più attente alla sicurezza che al profitto. In seguito a queste analisi fu coniata dal prof. James Reason la definizione di organizational accident.

Abbiamo deciso di inserire costantemente all'inizio della nostra home page la conclusione divenuta assiomatica di Gerrard Bruggink, vicedirettore dell'NTSB, in seguito all'analisi dei principali disastri aerei degli Stati Uniti nel decennio 1975-1985. Da molto tempo il ruolo dell'uomo (fattore umano) che assume il maggior peso negli incidenti di qualsiasi genere e di qualsiasi sistema moderno è quello dei managers, dei boards of directors, dei CEOs o degli A.D., un fattore che alla luce di certi fatti sarebbe più appropriato definire fattore dis-umano.

Il disastro del Concorde ripropone una lunga serie di questioni che hanno origine dalla certificazione del progetto. Le critiche fatte a suo tempo dall'ente di certificazione degli Stati Uniti, l'FAA, furono motivate dagli anglo-francesi come dovute al ritardo degli americani sul programma supersonico. Ma ai tecnici ed anche ad alcuni giornalisti specializzati, non asserviti all'industria, non era certo sfuggita l'importanza di molti aspetti oggettivamente critici nel progetto.

Cesare Falessi (già Presidente dell'Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani), sottolineava, all'indomani della presentazione del Concorde, e fuori del coro, alcuni punti deboli che l'FAA aveva indicato. Ad esempio, la incongruità della salvaguardia dei serbatoi di carburante e degli stessi motori dalla possibilità di uncontained failure, la rottura di un motore o di sue parti con diffusione di frammenti all'esterno della gondola motore; la evidente suscettibilità da FOD [Foreign Object Damage] dei motori e del ventre alare specialmente in caso di scoppio di pneumatici.

L'ing. Bruno Velani, allora Amministratore Delegato di Alitalia, optò per il progetto di supersonico che avrebbe dovuto essere realizzato negli Stati Uniti proprio a causa dei criteri più conservativi del progetto americano rispetto a quello del Concorde, tenuto conto di una reale efficienza commerciale che gli americani volevano garantire nelle operazioni di linea.

L'Alitalia era il primo committente straniero del supersonico americano e avrebbe dovuto ricevere quattro macchine ad iniziare dal quarto esemplare costruito. Ma l'impossibilità di realizzare il progetto rispettando gli obiettivi commerciali e i margini di sicurezza delle operazioni, in sostanza l'impossibilità di rendere concorrenziale il progetto, fu tra le cause del suo abbandono.

Alla compagnia Alitalia e agli altri operatori che avevano prenotato l'aeromobile fu restituito l'anticipo con il pagamento di una penale. 

Questi sono ricordi di trent'anni fa ma sono importanti per capire l'origine di fattori che possono restare assopiti per lungo tempo prima di scatenarsi e concatenarsi in una sequenza degenerativa che porta al disastro.

I criteri costruttivi di cellula e motori sono quelli che molti di noi hanno sperimentato sul vecchio SE 210, il Caravelle di buona memoria, il primo jet di corto-medio raggio. Esperienze di progetto e costruttive di bombardieri supersonici con ala a delta di cui disponevano gli inglesi fu un'altra delle componenti che portarono ad un prodotto che aveva uno scopo prevalentemente legato al prestigio piuttosto che alla realizzazione di una utilità commerciale commisurata alla esigenza della sicurezza dei passeggeri.

In ogni caso la scrupolosa attenzione dedicata fin dai primi voli alle operazioni Concorde per evitare che si ripetesse la triste saga dei Comet fu ripagata da un risultato positivo che fece accettare questo servizio per oltre un decennio, anche se ad una parte ridotta del pubblico, dato il prezzo.

Ma il Concorde aveva le sue «rogne» ricorrenti, incidenti ed avarie, e non era sempre possibile rispettare gli orari a causa di interventi di manutenzione o sostituzione macchine.

L'impiego del Concorde per i collegamenti di linea si ridusse progressivamente e venne utilizzato per voli a domanda o, addirittura per voli dimostrativi e di propaganda che garantivano il riempimento dell'aeromobile da gruppi organizzati attraverso le agenzie di viaggio.

Il Concorde, superato dai jet a grande capacità, stava diventando un aereo da luna park, un'attrazione per arrivare «prima del sole», e per vedere il cielo blu scuro di giorno.

Questo background è una sintetica indicazione [è meno di un velo sollevato sulla questione] di quanto possa essere esteso il campo dell'investigazione dell'incidente, qualora si vogliano identificare le circostanze remote da cui hanno origine le cause più prossime all'evento, quali, ad esempio, le condizioni di mercato che hanno portato a politiche di gestione suscettibili di scorciatoie, approsimazioni, scelte sintonizzate con esigenze prevalentemente economiche e di prestigio.

Molte altre domande possono essere poste riguardo ai sistemi [di gestione] qualità e sicurezza impiegati, agli auditing periodici, alla documentazione di riferimento ecc.

La ricerca di tutte queste evidenze documentali e documentabili dovrebbe far parte dell'attività investigativa tecnica ed altrettanto di quella della magistratura.

La ricostruzione del puzzle richiederà molto tempo, ma riteniamo che investigatori capaci e consci della deontologia professionale, alla fine produrranno dei risultati attendibili.

Per quanto ci riguarda riteniamo utile proporre alcune evidenze segnalate da organi ufficiali nei giorni immediatamente seguenti al disastro.

 

The flames spewing from the wing of an Air France Concorde minutes before it crashed were probably due to a massive fuel leak rather than a problem with one or more of the engines, investigators said on Sunday.

The French Accident Investigation Bureau (BEA) said that part of the debris from the supersonic aircraft found on the runway of Roissy-Charles de Gaulle airport, where it took off, appeared to come from a fuel tank.

"The flames seen after take-off do not originate from an engine but, most likely, from an important fuel leak,'' it said in a statement.

Pictures showed huge flames trailing from the left wing of the drop-nosed aircraft as it struggled to gain altitude.

The BEA had previously said the fire apparently started outside the engines and that two of the four tires on the plane's left side might have burst as it thundered down the runway last Tuesday.

French officials believe a burst tire might have damaged the plane's structure. A fire and engine failure also preceded the fatal crash.

"It is certain that all these elements are linked,'' BEA head Paul-Louis Arslanian told France 2 television on Sunday.

He added that every tiny piece of evidence was crucial to determining the exact sequence of events and appealed for members of the public to hand over to investigators any pieces of the Concorde which they may have kept as souvenirs.

Results of a full technical inquiry will not be available before the end of next month.

Air France has said that bursting tires have damaged fuel tanks and engines on Concorde airliners in the past.

The U.S. National Transportation Safety Board has released copies of recommendations by U.S. inspectors to their French counterparts in 1982 to change Air France Concorde procedures.

This followed four potentially ``catastrophic'' cases of blown tires on takeoff from New York and Washington area airports in a 20-month period. The safety board said it dropped the matter after French authorities responded to its concerns.

Some aviation experts have already called for the complete retirement of the 1970s-built delta-winged planes, of which only 14 ever went into service.

Aviation expert Elmar Giemulla told Germany's Bild am Sonntag newspaper the aircraft were ``flying time-bombs'' and that no civilized country should use planes more than 25 years old.

 

Concorde tyre-failure related incidents:

14 JUN 1979
Concorde 101 Air France, F-BVFC
While taking off from Washington two tyres on the left hand maingear blew. The gear could not be retracted, so the crew elected to return to Washington. Some circuitry was damaged after having been hit by debris from the tires. Debris also caused a fuel and hydraulic leak.

21 JUL 1979
Concorde 101 Air France, F-BVFD
On takeoff from Washington-Dulles, a tire blew. At FL270 a compressor stall was experienced probably due to foreign object damage.

16 SEP 1980
Concorde 102 British Airways, G-BOAF
A tire blew on takeoff from Washington-Dulles Airport. Upon landing, pieces of tire damaged the engine and airframe.

19 FEB 1981
Concorde 101 Air France, F-BTSD
During takeoff from Washington-Dulles Airport a tire on the left hand maingear blew. The flight diverted to New York-JFK with one engine shut down due to vibration.

14 DEC 1981
Concorde 102 British Airways, G-BOAD
After takeoff from New York the left maingear failed to retract because the gear truck wasn't level. The aircraft returned to New York. It was discovered that the pitch dampers were low in nitrogen.

19 JUL 1988
Concorde 102 British Airways, G-BOAG
The aircraft suffreed 2 hydraulic system failures. An emergency as declared and the Concorde veered off the runway because of inoperative brakes.

12 APR 1989
Concorde 102 British Airways, G-BOAF
While climbing through FL440, while no a world trip leg Christchurch-Sydney, portions of the upper rudder separated. Aircraft handling was not affected, and a normal approach and landing at Syndey where made.

04 JAN 1991
Concorde 102 British Airways, G-BOAE
While en route between London and New York, portions of the upper rudder separated. A normal landing at New York was made.

21 MAR 1992
Concorde 102 British Airways, G-BOAB
The British Airways Concorde, G-BOAB was on a scheduled transatlantic passenger flight from London to New York. After the aircraft had been airborne for 1 hour and 57 minutes, when cruising at FL 530 and Mach 2, the crew noticed a momentary vibration which, in the absence of any unusual indications on the flight deck instruments, they assumed to be caused by a brief engine surge. However, approximately one hour later, as the aircraft was descending and decelerating below Mach 1.4, there was a sudden onset of severe vibration that was felt throughout the aircraft. Although the crew were unaware of the source of the vibration, portions of the upper rudder were probably separating from the aircraft at this time. In attempting to diagnose the problem it was found that increasing power on No 2 engine appeared to cause the vibration level to increase and accordingly, as a precaution, this engine was shut down. Aircraft handling was apparently unaffected until during the manual landing when more than normal right rudder was needed. However, an otherwise uneventful 3-engine approach and landing was carried out at JF Kennedy International Airport, New York. Upon landing, the crew were informed that a large section of the upper rudder was missing.

15 JUL 1993
Concorde 102 British Airways, G-BOAF
During landing roll at London-Heathrow, the right hand maingear tyre burst due to brake seizure. Debris caused damage to the wing and hydraulic problems. The no.3 engine was damaged as well, becoming stuck in the reverse position.

25 OCT 1993
Concorde 102 British Airways, G-....
While taxying for takeoff (London-Heathrow - Washington) the aircraft suffered a brake lock. This caused a maingear tire to burst. Fragments of the water deflector caused some holes in the fuel tank.

11 APR 1999
Concorde Air France, F-BVFB
The nosegear could not be raised following takeoff from New York-JFK for a flight to Paris (AF002); the crew returned to New York.

 

Per finire alcuni spunti di riflessione per i non addetti ai lavori, per coloro che affermano che in effetti il Concorde non aveva mai avuto gravi incidenti. E' vero, nessun Concorde, prima del disastro del 25 luglio 2000 è andato perduto, ma questo non vuol dire che non c'erano sufficienti elementi per attuare misure progressivamente sempre più cautelative in funzione dell'invecchiamento della struttura e delle sue parti. Le strutture meccaniche hanno la maggior suscettibilità agli inconvenienti all'inizio della vita operativa. Questa fase dura non più di un anno. Poi questa suscettibilità si ripresenta dopo un lungo periodo di operazioni definibili "normali" senza inconvenienti di particolare significato e gli anni prossimi a quella che dovrebbe essere la data di ritiro definitivo diventa di nuovo densa di inconvenienti. Questa fase di risalita della curva è iniziata da tempo per il supersonico anglo-francese.

Un altro aspetto su cui riflettere è il comportamento degli inglesi, la CAA e la British Airways.

Essi decisero inizialmente per il proseguimento delle operazioni del Concorde, una sorta di affermazione di essere immuni da certi fattori tecnici mentre la sospensione definitiva attuata in seguito è stata, probabilmente, condizionata più da motivi commerciali (voli vuoti e completamente in perdita) che da evidenze emerse nelle prime fasi dell'investigazione.

Un atteggiamento del genere appare una implicita [e neanche tanto] identificazione di diversità sostanziali tra i criteri gestionali delle due compagnie e fa percepire una altrettanto implicita conclusione preliminare degli inglesi sulle dinamiche causa-effetto riguardanti l'incidente in Air France.

O ci sono altre considerazioni politiche, economiche o di prestigio che ci sfuggono?

E' probabile, ma è certo che, a causa della inaccessibilità di questi concetti da parte dei media, il pubblico è sottoposto, suo malgrado, alla arroganza delle compagnie aeree in un'area molto più preoccupante dei disservizi quotidiani che, come utente, è in grado di percepire.

 

                                       

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