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Editoriale
Riflessioni su luci ed ombre dell'industria, sulla funzione delle associazioni
professionali e sulla consapevolezza degli utenti del trasporto aereo
Nel trasporto aereo la competitività tra le compagnie in regime
di deregulation, iniziata negli Stati Uniti con il Deregulation Act
del Presidente Reagan del 1978, ha portato spesso a situazioni paradossali.
In particolare, i piloti delle compagnie cosiddette "low cost" si sono
trovati costretti, loro malgrado, ad assumere scorciatoie nella gestione
delle operazioni per essere in sintonia con la gestione aziendale improntata
al massimo profitto.
Volare con anomalie tecniche o inefficienze di apparati e impianti al
di fuori della norma è stata [ed è ancora] una delle condizioni
più frequenti, anche se dopo il disastro del DC9 Valujet [Everglades
(Miami) 11-maggio-1996], l'FAA ha stretto i freni ed ha
accentuato i controlli sulle compagnie.
L'espediente di utilizzare delle note scritte o a voce per l'equipaggio
che si avvicenda alla condotta dell'aeromobile, invece di segnalare l'avaria
sul Technical Log Book [che implicherebbe l'eventuale intervento della
manutenzione e il ritardo o il fermo macchina] è divenuto ricorrente.
Un comandante che dovesse andare contro questa consuetudine, nel suddetto
contesto, avrebbe scarse possibilità di mantenere il posto di lavoro.
Quanto alla protezione sindacale: forget about it.
Negli USA, se i piloti non fanno parte di una grande compagnia hanno delle
difficoltà a costituire un gruppo con la forza sufficiente ad aderire
all'ALPA, la potente associazione dei piloti di linea degli Stati
Uniti. Infatti in ogni grande compagnia esiste un Master Executive
Council che svolge attività di coordinamento con l'ALPA ed
è in confronto continuo con la compagnia su vari temi, tra i quali
è obiettivo primario la sicurezza delle operazioni. E questo
non avviene sempre in ogni compagnia.
D'altra parte è sempre stato molto difficile, in ogni tempo ed
in ogni contesto industriale, fare sindacato in un'azienda in cui il costo
di chi lavora [anche in termini di comportamenti] può assumere
un connotato troppo rilevante per la sopravvivenza dell'azienda stessa.
L'accettazione di lavori dove la salute è a rischio a volte prevale
sulla alternativa della disoccupazione. Ma i cittadini, la popolazione,
possono essere coinvolti da questa scelta loro malgrado. Basta osservare
alcune industrie ad alto tasso di inquinamento alla cui rimozione o trasferimento
si oppongono gli stessi sindacati dei lavoratori.
Ed è per questo che in un'attività industriale come il trasporto
aereo sono necessarie regole chiare, aggiornate al livello tecnologico
in fatto di prevenzione incidenti e con requisiti minimi tali da garantire
che iniziare questa attività non possa e non debba essere un'avventura
di mercato.
Di conseguenza l'autorità di stato deve essere in grado di verificare
la validità di programmi di costituzione [master plan] di aziende
che si affaccino all'attività di trasporto aereo.
In effetti un master plan è una pianificazione economica e finanziaria
dell'azienda che inizia a fare trasporto aereo e la scelta del personale
[piloti e assistenti di volo, tecnici, impiegati, ecc] e degli aeromobili,
secondo tale piano è, in genere, finalizzata principalmente al
profitto. Gli altri due elementi del sistema definito "compagnia di trasporto",
l'ambiente operativo e le norme operative, sono legate,
rispettivamente, al tipo di collegamenti [lungo raggio, corto raggio,
regionale, di linea o a domanda, ecc.] e alle regole di riferimento per
il tipo di operazioni [ICAO, FARs (anche per vettori stranieri
che operano in USA), e JARs].
Ed è proprio sulle regole che il sistema di trasporto aereo in
regime di deregulation fa acqua.
Negli USA vennero individuate dall'NTSB, quali fattori causali
organizzativi di quasi tutti gli incidenti avvenuti in un certo periodo,
diverse non conformità alle norme che, all'atto del rilascio
della certificazione alle operazioni da parte dell'FAA non erano state
valutate, o non vollero essere valutate, come possibili aree di rischio.
"Exemptions and waivers, stretching the safety margin" è
una frase che riassume un concetto determinante quando i requisiti minimi
sono già insufficienti a garantire adeguati margini di sicurezza.
"Esenzioni, esoneri, dispense (exemptions) e deroghe (waivers)"
assottigliano ulteriormente un margine di sicurezza spesso istituzionalmente
[e subdolamente] reso troppo esiguo.
Questo è, comunque, un quadro che prevede il controllo effettivo
e adeguato da parte dell'autorità aeronautica. E quando
ciò non avviene secondo le modalità e l'efficacia
di paesi con sistemi di aviazione all'avanguardia troviamo compagnie che
applicano scorciatoie di gestione che erodono completamente qualsiasi
margine residuo.
Ad aggravare la situazione in tali paesi, anche gli enti responsabili
di strutture aeronautiche [certificazione degli aeromobili e delle operazioni,
gestione degli aeroporti, controllo e assistenza al volo, ecc.] operano
con criteri che spesso non sono attinenti alle norme internazionali.
Alcuni di questi paesi sono valutati in termini di corrispondenza agli
standard di sicurezza e la graduatoria viene pubblicata nei documenti
ICAO ma a volte non è sufficiente la dichiarazione di non conformità
nei documenti ICAO per avere l'esatta percezione dei problemi.
L'area sud americana [per non parlare del continente africano, di alcune
aree asiatiche o dell'est europeo], ad esempio, vede diverse situazioni
di questo tipo e in una prossima edizione illustreremo un evento relativo
alla Colombia, paese dichiarato dall'FAA e dall'ICAO al di sotto degli
standard di sicurezza.
Intanto le grandi compagnie, attraverso altrettanto grandi associazioni
come la IATA [International Air Transport Association] o l’ATA
[negli Stati Uniti] sono più attente agli aspetti commerciali che
a quelli di sicurezza, riguardo ai collegamenti con quei paesi in cui
i problemi dell’aviazione sono endemici. La ragione è che, generalmente,
quei paesi sono meta di vacanza e, quindi, di grossi flussi turistici.
Spesso le grandi compagnie mandano giù dei grossi bocconi amari
riguardo agli esiti di eventi operativi, a volte incidenti con danni anche
rilevanti, che si verificano in questi ambienti operativi.
Recentemente un B747-400 della British Airways ha subito gravi danni
ad un carrello e alle superfici ala e fusoliera adiacenti, a causa dell’impatto
di pezzi d’asfalto staccattisi dalla pista in atterraggio a Ezeiza [Buenos
Aires]. Il deterioramento del manto superficiale della pista era già
stato segnalato ma non erano stati presi provvedimenti. Le riparazioni,
il fermo macchina e un volo di trasferimento senza passeggeri è
stato il costo diretto dell’evento. Nessun risarcimento è stato
chiesto dalla compagnia britannica.
"..is better to give
up and avoid to open a can of warms"
fu una frase che riassumeva una risposta di un segretario tecnico IATA,
alcuni anni fa in seguito ad alcune segnalazioni su problemi operativi
in certe zone del mondo.
Questi sono alcuni aspetti che devono entrare nella valutazione della
sicurezza del trasporto aereo.
Le statistiche a consuntivo non hanno un significato determinante ed enti
come l’FAA o l’ICAO evitano di fornire graduatorie più o meno precise
o poco attendibili, perché gli incidenti gravi o i disastri sono
solamente una manifestazione evidente [a causa della gravità dell’esito]
di condizioni e di fattori che sarebbero di difficile rilevazione in circostanze
che non hanno lo stesso impatto sull’attenzione del pubblico.
E' esplicativo a questo riguardo quanto segue:
Safety Record of
Airlines/Aircraft
A report prepared for the FAA by GRA, Inc. entitled A Report on Issues
Related to Public Interest in Aviation Safety Data, found that:
"... there currently is no evidence in accident data that would support
the ranking of individual airlines based on their safety records….While
there may be apparent differences in carrier safety records at any particular
time, due largely to the infrequent but catastrophic nature of an air
accident, there is no evidence that such distinctions persist nor
that they are predictive of future safety performance.
Rankings of airlines based on past accident records therefore provide
no information to consumers seeking to make safety-enhancing comparisons
for current or future travel choices."
L’incidente grave è
solo la punta di un iceberg costituito da una miriade di eventi, che provocano
nella peggiore delle ipotesi danni economici o disservizi, non percepiti
dall’utente [passeggero] come situazioni di maggior rischio, e, spesso
sottovalutati dagli operatori di front line [piloti, controllori ATC,
tecnici di supporto e tecnici di manutenzione].
A questo problema di comunicazione va aggiunto che i media [televisione
e carta stampata] spesso non sono in grado di riferire eventi relativi
alle operazioni del trasporto aereo con un’enfasi graduale e proporzionata
alla gravità di un incidente.
Su questo argomento suggeriamo
un interessante approfondimento sui mezzi di comunicazione e le investigazioni
degli incidenti pubblicato sul sito Traffico Aereo [di cui compare il
banner nella nostra home page] all'indirizzo:
http://www.traffico-aereo.it/pages/sic/sic03/sic03.htm
Ovviamente l’evento locale, nazionale, può ricevere una certa
attenzione mentre un incidente grave, in un contesto lontano, può
essere riportato in un breve trafiletto ripreso da notizie di agenzia.
Ad esempio, consideriamo i due incidenti di seguito sinteticamente illustrati
da un sito Internet specializzato.
28 Jan 1999 CATANIA, ITALY
Alitalia MD82 from
Venice to Catania, Italy with 78 pax encountered windshear on finals,
hit localizer antenna and landed heavily, with substantial damage to main
landing gear and wing. Emergency evacuation; a few pax reported sent to
hospital for observation. Aircraft is withdrawn from service and is reported
parked with logos taped over in Catania.
15 Sep 1999 ROME, ITALY Alitalia MD82 from Cagliari to Rome, Italy
with 133 pax skidded off the runway when landing in wet conditions. Pilot
sources claim the flight was not informed of water standing on the runway.
Two passengers treated for shock, no physical injuries reported.
Si ricorderà che il primo evento [che determinò danni tali
da eliminare dal servizio l’aeromobile, quindi considerabile hull loss
accident] ebbe solo qualche accenno prontamente smorzato dall’intervento
dell’efficacissimo ufficio stampa della compagnia. Il secondo, meno grave,
ebbe però un rilievo maggiore. Fu sufficiente che a bordo ci fosse
qualche giornalista.
Mentre il fuori pista del B747-400 della QANTAS a Bangkok
[23 settembre 1999, una settimana dopo l’evento di Fiumicino] restò
praticamente sconosciuto alla pubblica opinione (quella nazionale certamente).
[su
questo incidente proponiamo alcuni commenti al Final Report]
Queste sono alcune considerazioni che servono ad illustrare la complessità
del sistema di trasporto aereo mondiale e le difficoltà organizzative,
normative e operative che ogni comandante di linea, conscio delle
proprie responsabilità nei confronti dell'incolumità dei
passeggeri, non può ignorare e che sono, d'altra
parte, largamente ignorate dai passeggeri.
La pubblicazione di carte dei "diritti del passeggero" non fanno altro
che spostare l'attenzione del pubblico sull'efficienza e la qualità
del servizio, lasciando intendere agli utenti che la sicurezza, a fronte
di una bassa incidentalità a consuntivo, è garantita ai
massimi livelli.
Da una condizione di consapevolezza [necessaria] del personale operativo
di prima linea e di inconsapevolezza [tollerabile] degli utenti, stiamo
andando, a nostro avviso, verso una preoccupante condizione di calo di
consapevolezza anche a livello dei primi, in particolare dei comandanti
di linea.
Le analisi di incidenti e le riflessioni su diversi eventi degli ultimi
anni che abbiamo riportato su questo sito fin dall'inizio, dimostrano
che questa appare essere la tendenza più diffusa.
Riteniamo che si debba fare qualcosa per combattere questo stato di cose,
aumentando nei comandanti la consapevolezza dei rischi ed il coinvolgimento
personale, anche nel caso dell'evento di pericolo o dell'anomalia di esercizio
più comune. [Vedere
la nota di fondo]
Questo è uno dei compiti principali delle associazioni di categoria
ed un plauso va a Unione Piloti che ha voluto coinvolgerci nella
realizzazione di questo obiettivo.
La rete, inoltre, con i molti siti e fonti di informazione sugli
incidenti aerei, contribuisce ad aumentare anche nei passeggeri la consapevolezza
della complessità dell'aviazione di linea e delle conseguenti aree
critiche e di rischio. In seguito a questo, qualcuno potrebbe obiettare
che diffondere inutile allarmismo riguardo ad un'industria che possiede
un così elevato standard di sicurezza [sempre a consuntivo] potrebbe
essere controproducente. In realtà si è consatato che nemmeno
l'impatto emotivo provocato dai mezzi di comunicazione di massa [TV, radio
e quotidiani] in seguito ad un grande disastro ha, ormai, effetti sensibili
sulle scelte del pubblico.
Quindi ben venga la sensibilizzazione anche a livello di utente. Comunicazione
aperta e resa accessibile per creare negli utenti la coscienza del diritto
alla sicurezza e dei criteri per pretendere ed ottenere la soddisfazione
di questo diritto.
Questo compito non può certo essere lasciato ai singoli e, mentre
gli enti di stato devono provvedere alla normativa e al controllo dell'industria
[ENAC] e alla rilevazione e all'analisi dei fattori di rischio e di causa
degli eventi [ANSV], altre entità organizzate possono e devono
dare agli utenti le informazioni corrette per rappresentarne, coerentemente,
le esigenze [ad es.: le associazioni dei consumatori]. La nostra collaborazione
con l'Associazione Valore Uomo è finalizzata a questo preciso
obiettivo.
Gli autori di airmanshiponline
Nota
Quella che segue è una valutazione fatta dall'FAA sulla affidabilità
delle strutture, delle norme e dell'organizzazione dell'aviazione civile
in 96 stati aderenti all'ICAO per assolvere parte della responsabilità
dell'ente federale nei confronti del pubblico degli Stati Uniti.
Riportiamo per brevità solo i paesi di Category 2, con l'avviso
che molti, tra gli altri paesi che hanno superato l'assessment rientrando
nella Category 1, sono in realtà risultati marginali o presentano
diversi aspetti che nell'esperienza di chi vi opera creano problemi di
sicurezza. Tali aspetti non fanno parte della check list di auditing dell'FAA.
Alcuni paesi, come la Nigeria, non compaiono nemmeno nella lista, perché
non hanno dato la disponibilità di effettuare gli auditing ai rappresentanti
FAA o perché non hanno collegamenti aerei diretti con gli Stati
Uniti.
All'aeroporto di Lagos, Nigeria, un B737 di una compagnia charter tedesca
uscì di pista in rullaggio a causa della inesistente illuminazione
dei raccordi. L'equipaggio fu arrestato. Gli interventi diplomatici che
seguirono non evitarono ai malcapitati una lunga permanenza [la vicenda
durò mesi] nelle prigioni del paese africano.
Ma senza andar così lontano, anche nella più civile Grecia
i piloti di un DC8 Swissair finito fuori pista in atterraggio sulla pista
15 per aquaplaning [Atene, 8 ottobre 1979] passarono cinque anni in prigione
in attesa che i vari gradi di giudizio portassero ad attribuire loro la
"colpa" di aver provocato il disastro in cui morirono 14 persone.
Non fu preso in considerazione alcuno dei fattori causali che dipendevano
dalle strutture aeroportuali, dai criteri di controllo del traffico aereo
e da altri elementi organizzativi. La contaminazione di depositi di gomma
[non rimossi periodicamente] sulla superficie della pista era stato un
fattore determinante per il fuori pista e la presenza di un salto di vari
metri immediatamente a ridosso della fine pista era al di fuori di qualsiasi
norma e aveva contribuito alla rottura catastrofica dell'aeromobile.
Pertanto, proprio in quei paesi dove le strutture dell'aviazione civile
sono più carenti si trovano anche condizioni di applicazione del
diritto che non forniscono le garanzie di ogni paese democratico e che
possono implicare interventi drastici sul comandante e sull'equipaggio
di un aeromobile che subisce un incidente. Perché l'incidente accende
i riflettori sulle carenze e sulle responsabilità dell'amministrazione
locale, ed una azione giudiziaria [che a noi può apparire sproporzionata]
diventa una sorta di utilizzazione di capro espiatorio.
International Aviation
Safety Assessment Program (IASA)
The FAA, as
part of its responsibility to inform the public about safety issues, assesses
the civil aviation authority of each country with service to the United
States. These assessments determine whether or not the civil aviation
authority (CAA) overseeing airline operations to and from the United States
meets the safety standards set by a United Nations body known as the International
Civil Aviation Organization (ICAO). CAAs are FAA’s counterparts abroad.
This assessment program began in 1992.
The FAA has established two ratings for the status of these civil aviation
authorities at the time of the assessment: (1) does comply with ICAO standards,
(2) does not comply with ICAO standards.
Category 1, Does Comply with ICAO Standards: A
civil aviation authority has been assessed by FAA inspectors and has been
found to license and oversee air carriers in accordance with ICAO aviation
safety standards.
Category 2. Does Not Comply with ICAO Standards: The
FAA assessed this country’s civil aviation authority (CAA) and determined
that it does not provide safety oversight of its air carrier operators
in accordance with the minimum safety oversight standards established
by the International Civil Aviation Organization (ICAO).
In general, carriers from countries in Category 2 status with existing
flights to the United States at the time of the assessment will be allowed
to continue operations at current levels under heightened FAA surveillance.
Expansion or changes in services to the United States by such carriers
are not permitted.
Countries that do not have existing operations to the United States at
the time of the assessment will not be permitted to commence service to
the United States while in Category 2 status.
6 Bangladesh
8 Belize
10 Bolivia
20 Cote D' Ivoire
23 Dominican Republic
24 Ecuador
26 El Salvador
32 Gambia
35 Guatemala
37 Haiti
38 Honduras
50 Kiribati
58 Nauru
62 Nicaragua
65 Organization of Eastern Caribbean States (OECS)covers: Anguilla, Antigua
& Barbuda, Dominica, Grenada, Montserrat, St. Lucia, St. Vincent and
The Grenadines, St. Kitts and Nevis
66 Pakistan
68 Paraguay
80 Suriname
81 Swaziland
88 Turks & Caicos
91 Uruguay
93 Venezuela
95 Zaire
96 Zimbabwe
Most recent updating: 09 MAY 2001
The FAA announced that Panama does not comply with international safety
standards set by the ICAO, giving the country a Category 2 rating following
a
reassessment of the country's civil aviation authority. Panama was
previously rated Category 1.
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