|
Diritti
umani nella società tecnologica.
Sessione
sulla sicurezza nei trasporti e sulla tutela dell’ambiente.
Sorrento,
19 aprile 2002.
Tutela
tecnico-giuridica dei trasportati.
Fattori
organizzativi e tutela giuridica nel trasporto aereo.
Intervento
del Comandante RENZO DENTESANO,
coordinatore
della Commissione di Sicurezza dei Trasporti dell’Ass. VALORE UOMO.
Il Comitato Direttivo dell’Associazione
VALORE UOMO deliberò poco più di un anno fa, in data
7 febbraio 2001, la costituzione della commissione di Studio per la
Sicurezza nei Trasporti nell’ambito del Comitato Scientifico dell’Associazione.
Questo gruppo specialistico di cui faccio parte assieme al com.te Silvano
Silenzi e al com.te Aldo Carlo Pezzopane, i quali hanno voluto che venisse
da me presieduto, ha visto qualche mese più tardi anche l’ingresso
di un’altra importante professionalità del settore, rappresentata
dal dott. Roberto Frediani, già direttore del Centro Regionale
di Controllo del Traffico Aereo di Roma.
La consapevolezza che il diritto alla mobilità ed alla libera circolazione
di ogni cittadino deve veder garantito il massimo rispetto della sicurezza
e dell’integrità fisica e patrimoniale, ha determinato in
tutti noi la decisione di mettere la nostra esperienza a disposizione
dell’attività di promozione culturale e di proposizione normativa
dell’Associazione Valore Uomo, che, all’art. 2 dello Statuto «si
prefigge l’obiettivo massimo della tutela integrale della persona umana.»
Appare pertanto evidente che esso si coniuga perfettamente con
i princìpi dell’Organizzazione Dell’Aviazione Civile Internazionale
(OACI), nata dalla Convenzione di Chicago del 1944, Princìpi che
brevemente riassumo:
«Scopi ed obbiettivi
dell’Organizzazione sono di sviluppare i princìpi e la tecnica
della navigazione aerea internazionale e di favorire i piani e lo sviluppo
dei trasporti aerei internazionali in modo da:
- assicurare il sano
ed ordinato progresso dell’aviazione civile internazionale in tutto
il mondo;
- incoraggiare a scopo
pacifico la tecnica dei progetti e dell’impiego degli aeromobili;
- soddisfare le necessità
dei popoli mondo per dei trasporti aerei sicuri, del regolari, efficienti
ed economici;
- promuovere la
sicurezza del volo nella navigazione aerea internazionale.»
Orbene, appare purtroppo altrettanto evidente
che il trasporto aereo ha subìto, con gli atti terroristici
dell' 11 settembre, una serie di conseguenze che, mettendo a dura prova
la tenuta economica delle compagnie aeree, ha creato condizioni che favoriscono
artifìzi di gestione per un più rapido recupero economico
in un ambiente di già reso selvaggiamente competitivo dalla «deregulation»
delle tariffe.
In tale condizione, l’unico criterio valido affinché vengano
garantite le necessarie salvaguardie per l’utente, è che vi sia
la certezza delle norme di riferimento e la chiarezza delle
procedure di applicazione di dette norme.
Il quadro normativo di riferimento esiste ed è costituito dagli
Allegati tecnici alla Convenzione di Chicago, Annessi (come
vengono indifferentemente denominati) che rispecchiano i princìpi
suddetti e che ogni Stato contraente deve attuare mediante un Codice
nazionale di regole per la navigazione aerea.
In realtà, questo è proprio ciò che manca nel nostro
Paese, dove sono ancor valide le disposizioni giuridiche contenute nel
tutt’ora vigente Codice della Navigazione – Parte Aerea – del 1942,
mai aggiornato (contrariamente a quanto avviene con gli Annessi tecnici
dell’OACI), disposizioni che pertanto risultano soffocate e confuse da
una miriade di decreti legislativi e ministeriali, di circolari, di regolamenti
e di atti di indirizzo emanati disordinatamente negli anni, a volte dal
Ministro pro-tempore o dal Legislatore ed altre volte dall’Amministrazione
dell’Aviazione Civile.
Questo stato di cose, lo voglio sottolineare
con vigore, deve essere preso in attenta considerazione da parte di chi,
a livello di Governo, ha il compito impellente di riformare l’attuale
disastrato settore organizzativo dell’Aviazione Civile italiana per farne,
si spera, un tutto organico.
La situazione sopra denunciata è stata
ampiamente riconosciuta in relazione alle cause del disastro aereo di
Verona del 13 dicembre 1995, quando un Antonov 24 della compagnia rumena
Romavia precipitò al suolo subito dopo il decollo.
I Magistrati della terza Sezione Penale della Corte d’Appello di Venezia,
concludevano una lucida "Navigazione" nel mare magno dei nostri Codici,
oltre che in quello molto tenebroso e pertanto poco agevole ed invitante
alla serenità di giudizio delle Leggi, Decreti e Circolari ministeriali
dell’Aviazione Civile italiana, riuscendo mirabilmente ad orientarsi verso
una méta di giustizia che sembrava irraggiungibile, pervenendo
ad una esemplare sentenza emessa in data 9 luglio 2001.
Quel che risaltava da quella sentenza, confermava autorevolmente un terrificante
dato di fatto e cioè:
«che la situazione che aveva permesso il verificarsi del disastro di Verona
del 1995 persisteva ed avrebbe potuto consentire la reiterazione dell’evento
in qualsiasi momento in Italia.»
Poi avvenne il disastro del 8 ottobre
2001 a Linate.
Allo stato attuale, non mi è consentito
di esprimermi sulle cause né tantomeno sulle responsabilità
di tale evento, ma le:
- numerose evidenze disponibili,
- il frenetico "scaricabarile" avvenuto
nelle settimane successive tra l’amministrazione dell’aviazione civile
(ENAC), l’ente di assistenza al volo (ENAV) ed il gestore aeroportuale
(SEA),
- la nomina di un "super-ispettore" di
provenienza militare da parte del Ministro dei trasporti,
- la decapitazione invero meritata del
vertice dell’ENAV,
- la frettolosa costituzione della Commissione
Riggio per una ennesima revisione del comparto aviazione civile nazionale,
stanno chiaramente ad indicare che il
dissesto normativo del settore era e rimane reale !
Tanto reale che un’indagine conoscitiva
in corso di svolgimento da parte del Comitato Parlamentare paritetico,
nel corso di ben undici audizioni, non faceva altro che mettere ulteriormente
in evidenza il caos di competenze e le aree di incompetenze
estesamente diffuse nell’aviazione civile nazionale.
Nel nostro sito airmanshiponline.com
(il cui indirizzo è disponibile presso la segreteria dell’Associazione)
abbiamo commentato diverse dichiarazioni espresse nel corso della citata
indagine conoscitiva parlamentare.
Certamente qualcuno potrebbe chiedersi
quale valore possa avere il quadro normativo in relazione ad un incidente
in cui gli attori di prima linea, i piloti di aeromobile ed i controllori
del traffico aereo coinvolti, vengano additati immediatamente come gli
autori di un indiscutibile errore.
Inoltre essendo ormai conoscenza diffusa che i tre quarti degli incidenti
aeronautici sono dovuti al fattore umano, usualmente rappresentato
dagli operatori di prima linea, come può quindi modificare questa
valutazione statistica la, da noi asserita, fatiscenza e caoticità
normativa ed organizzativa del "sistema" esistente in Italia ?
Il tempo concessomi per questo intervento
non mi permette di dilungarmi su questo aspetto:- però a beneficio
di coloro che volessero approfondire la conoscenza delle dinamiche di
casualità negli incidenti relativi al trasporto aereo, abbiamo
disponibili per i partecipanti a questa sessione del Convegno alcune copie
del libro "La strategia del margine".
Il libro consta di una parte tecnico-scientifica, di cui sono coautore
con i nominati colleghi Comandanti Pezzopane e Silenzi.
Ma, quel che più è importante, il libro contiene una serie
di autorevoli trattazioni del dott. Giovanni Battista Petti, il quale,
onorandoci della sua collaborazione, ha voluto riconoscere con un’analisi
giuridica del risarcimento del danno e delle responsabilità
in relazione alle conseguenze degli incidenti aerei, l’importanza di
una visione sistemica della sicurezza delle operazioni di volo ed il ruolo
determinante di chi ha compiti organizzativi, normativi ed amministrativi
nella catena causale che favorisce il comportamento inadeguato dell’operatore
di prima linea, manifestazione terminale della umana fallibilità.
A quest’opera ha prestato la sua collaborazione
anche il dott. Luigi Iavarone (del quale è previsto l’intervento
a seguire) per gli aspetti riguardanti la salvaguardia degli operatori
dell’aviazione sui luoghi di lavoro.
Ma per tornare all’attività che
abbiamo effettuato nell’arco dell’anno per la prevenzione degli incidenti
nel campo del trasporto aereo, devo citare i numerosi articoli, studi
ed analisi (pubblicati sul nostro sito) che mettevano ripetutamente in
evidenza i problemi sopra esposti.
Mi sia consentito di affermare che ritengo assolutamente significativo
un articolo in merito al rischio di collisioni tra aerei in pista, pubblicato
sul nostro sito il 18 settembre 2001, cioè venti giorni prima del
disastro di Linate !
In seguito, abbiamo indirizzato diversi suggerimenti in merito alla riorganizzazione
del comparto dell’aviazione civile a personalità con ruoli di rilievo
nel mondo politico ed amministrativo. Abbiamo segnalato le linea guida
indicate dall’OACI anche al "super-ispettore" nominato dal Ministro delle
Infrastrutture e dei Trasporti ed abbiamo avuto riscontro che ne avrebbe
tenuto debito conto.
Nessun’altra risposta ci è pervenuta da parte dei responsabili
politici od amministrativi.
Di contro, ha invece inteso utilizzare
le conoscenze professionali del nostro gruppo la Federation Internationale
des Cadres des Transports, nella persona del Presidente ing. Sergio
Graziosi, al fine di elaborare un documento da presentare alla Direction
Energie & Transports (DG-TREN) dell’Unione Europea.
Il documento è stato presentato a Bruxelles il 6 marzo scorso al
Direttore Centrale ed al responsabile della struttura sicurezza aerea.
La delegazione composta dal Presidente della citata Federazione ing. Graziosi,
dal suo Vicepresidente Sig. Billiani e dal com.te Silenzi, sottolineava
la necessità e l’urgenza che l’Unione Europea adottasse
al più presto degli strumenti idonei all’assistenza ed al controllo
degli Stati membri per quanto riguarda il recepimento degli Annessi tecnici
dell’OACI.
Quale interessante nota aggiuntiva desidero
comunicare che l’ing. Sergio Graziosi ha manifestato l’intenzione di integrare,
con la sua esperienza più che trentennale in tema di trasporto
su rotaia, la Commissione che mi onoro di presiedere e colgo l’occasione
per esprimere al riguardo la mia più viva soddisfazione per l’ampliamento
di competenze di cui verrà a beneficiare il nostro gruppo e di
conseguenza tutta l’Associazione VALORE UOMO.
Pertanto, la salvaguardia della vita
umana e la garanzia del giusto risarcimento in caso di danno da incidente
nell’ambito del trasporto, cardini dei princìpi postulati dalla
nostra Associazione, sono considerati scopo permanente della Commissione
per la Sicurezza dei Trasporti dell’Associazione VALORE UOMO.
Concludo esternando il nostro ringraziamento per il patrocinio ed il sostegno
fornitoci fino ad ora dal Presidente dell’Associazione e per quello che
continuerà a fornirci in futuro, per rendere sempre più
viva e vitale questa iniziativa sociale meritevole d’encomio.
Dal momento che disporremo anche di professionalità
competenti il trasporto marittimo, alla nostra Commissione si potranno
rivolgere tutti coloro che avranno necessità di consulenza tecnico-giuridica
per ottenere giustizia risarcitoria in caso di evenienza dovuta alle conseguenze
di un contratto di trasporto per via aerea, ferrata o marittima, che non
si sia concluso felicemente !
Con la speranza di poter tornare utili
solo per casi non cruenti, qualora quella cultura della sicurezza che
auspichiamo nel nostro trattato "La strategia del margine" riuscisse
a prendere piede, desidero rinnovare anche a nome degli altri Membri
della Commissione il nostro impegno nella difesa del diritto dell’Uomo
alla mobilità nella massima sicurezza !
Vi ringrazio per la Vostra qualificata
attenzione.
Aprile 2002.
|