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La
satira di Sandro Calabresi
Sandro Calabresi
è stata una delle penna graffianti della categoria dei piloti degli
anni 80, il periodo della presidenza di Alitalia del dott.Umberto Nordio
e delle laboriose negoziazioni contrattuali presso l'Intersind. In realtà
non ce ne sono state molte di queste "penne" e vanno ricordate con l'occasione
le lettere di Massimiliano Coli [Comandante di B747, che ebbe incarichi
diversi in ANPAC, fino ad esserne Presidente]. Egli, da buon toscano,
fu un arguto fustigatore delle gerarchie aziendali. Vanno ricordate anche
le lettere di Ilario D'Incalci [anch'egli Comandante di B747 e
membro del Consiglio Generale dell'ANPAC], dense di polemica e di trovate
umoristiche rimaste famose. Ad esempio quella di inventare un colloquio
immaginario con un collega che in quel momento era rappresentante di un
settore su opposte posizioni di rivendicazione contrattuale, il comandante
Agostino Ferrari, che Ilario D'Incalci chiamava Settembrino Maserati.
Sandro Calabresi, invece, confezionava messaggi molto più sintetici
ed efficaci rispetto a lettere o articoli, Sandro faceva pura satira con
un tratto inconfondibile e con elementi grafici costanti che non tediavano,
ma che sollecitavano nei piloti una immediata autoidentificazione.
I disegni satirici di Sandro Calabresi non possono essere chiamate "vignette"
anche se questo è il nome che compariva nel titolo di una raccolta
dei suoi disegni.
Va detto che Sandro Calabresi fu Ufficiale Pilota di Complemento in Aeronautica
Militare, quindi istruttore, esaminatore ed Ufficiale Sicurezza Volo.
Ed è proprio nella diffusione della cultura della sicurezza del
volo che si impegnò con questa sua felice ed immediata interpretazione
grafica dei modelli di comportamento negativi e positivi per la sicurezza.
I suoi disegni hanno corredato decine di articoli sul periodico Sicurezza
Volo dell'Aeronautica Militare dal 1970 al 1980 e, riprodotti in poster,
hanno riempito le pareti dei circoli ufficiali, degli hangar e degli uffici
operazioni dei Gruppi di volo.

Transitato in Alitalia e venuto a contatto
con una diversa realtà, in un periodo in cui il dibattito sindacale
era estremamente acceso, Sandro iniziò a proporre queste sue "battute"
provocatorie sul periodico dell'Associazione Piloti ANPAC, che allora
era di riferimento per tutta la categoria.
Dapprima le sue battute grafiche erano caute e indirette poi si fecero
più aggressive e ai "piani alti" del grattacielo dell'EUR [il complesso
della Magliana venne dopo] l'uscita del periodico dell'ANPAC era sempre
molto attesa.
Qualche volta [come vedrete in questa retrospettiva che proporremo a più
riprese] egli colpiva nel segno in modo talmente efficace da provocare
reazioni tangibili, con telefonate in associazione, pseudo-diffide ed
altre velate minacce.
Sandro riusciva, inoltre, a corredare i miei articoli di carattere tecnico
attinenti all'esercizio critico della professione, e per questo molto
lunghi e non sempre appetibili, con disegni che sintetizzavano il concetto
in un lampo, con mia grande invidia.
Quello fu il periodo in cui pensavamo di far compiere un salto nella qualità
grafica al periodico dell'ANPAC che ospitava i nostri scritti e i disegni
di Calabresi.
Allora si chiamava "Il Notiziario" e Adalberto Pellegrino ne era il Direttore
responsabile.
Alla fine degli anni 80 i programmi di editing e l'utilizzazione dei computer
per la composizione grafica avevano costi elevati e si decise di mantenere
ancora una veste editoriale che, tutto sommato, era gradita ai piloti
e questo era ciò che contava.
All'inizio degli anni 90, invece, qualche
"bella testa" in ANPAC ritenne di aver trovato la soluzione e propose
di assumere come consulente un pubblicista per sviluppare una nuova rivista
dell'Associazione con obiettivo principale l'immagine verso l'esterno.
Fu chiamato a far questo il dott. Bruno Franchi [attuale Presidente di
ANSV] e il risultato fu lo scoraggiamento di qualsiasi critica a compagnie,
enti, persone, e di qualsiasi velleità satirica o provocatoria
negli scritti che comparivano su questo nuovo periodico, molto più
costoso del vecchio Notiziario e dal nome "originale", Pegaso. Risultato:
perdita progressiva di interesse dei piloti per la loro rivista e perdita
di riferimenti culturali.
Gli argomenti di contenuto professionale stimolante man mano scomparvero,
sostituiti da gallerie fotografiche di aeromobili nelle livree più
disparate e il dibattito all'interno della categoria si rifugiò,
con l'avvento di Internet, nel limbo dei forum ad accesso criptato.
Pertanto credo che a Bruno Franchi si possa, forse, perdonare la presidenza
dell'Agenzia ma non si possa perdonare l'affondamento di uno strumento
di comunicazione fondamentale per la categoria dei piloti come quello
rappresentato dal Notiziario ANPAC.
Naturalmente questo parlare al passato non ha lo scopo di commemorare
Sandro Calabresi perché egli, dopo aver appeso la cloche al chiodo
nel 97, decise di dedicarsi alla "pesca" e di dedicare il proprio talento
grafico ad altri scopi e, dei ripetuti tentativi da parte mia di ricoinvolgerlo,
questo è il più evidente, e per lui il più inaspettato.
(acp)
Sandro we need you!

Il tratto di Sandro Calabresi
è essenziale, come dicono gli esperti di queste cose, e la maggior
parte dei suoi disegni hanno come figura centrale un pilota dalla fisionamia
molto autobiografica, con i ray-ban scuri costantemente incollati sul
viso, con la sigaretta unico elemento di localizzazione della bocca, spesso
graficamente assente, a indicare che l'amico non è di molte parole.
Anche la toppa nella giacca è un particolare pressoché costante
ed ha un significato provocatorio e critico di atteggiamenti o mentalità
presenti in quel periodo di rinnovi contrattuali a costo zero per l'azienda.
Questo disegno è indicativo delle difficoltà che i piloti
incontravano ad ogni rinnovo contrattuale a causa delle trappole normative
che venivano architettate per il recupero di produttività da parte
delle aziende.

Dai problemi sindacali
legati ai rinnovi contrattuali alla spada di Damocle costantemente presente
sulle sorti del fondo volo ed ecco come Sandro propose la prospettiva
della pensione per i piloti.
Qualcuno vedendo in Sandro Calabresi un emulo di Forattini gli chiese
un impegno di satira su temi più vasti e, immancabilmente, ci fu
la risposta puntuale e centrata.

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