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La pagina sindacale
Diamo spazio anche in
questa edizione ad alcune comunicazioni apparse nel Forum dell'Unione
Piloti scegliendo quelle che riteniamo debbano essere conosciute e meditate
da un pubblico più vasto che non avrebbe modo, altrimenti, di conoscere
le opinioni e le considerazioni di chi è costantemente sul fronte
operativo.
Iniziamo con una lettera dallo stile netto e pacato ma efficace nella
denuncia delle responsabilità di certe politiche, di certe gestioni
aziendali e di un certo modo di far sindacato, che il Comandante Giuseppe
Giovenzana, check pilot su aeromobili Airbus A320 e A321 di Alitalia Team,
ha proposto nel Forum.
«Per la rovina di alcune compagnie aeree,
ha fatto più la cattiva gestione che la crisi successiva del trasporto
aereo a seguito dei fatti dell'11 settembre 2001.» Questa è la
severa diagnosi di Renè Lapautre al 10° Forum delle compagnie aeree
di Cannes.Vecchio presidente di UTA, vecchio direttore generale di Air
Inter ed oggi vice presidente del consiglio di sorveglianza di Air Littoral,
Lapautre sintetizza l'attuale situazione del trasporto aereo mondiale.
Il fallimento della Sabena, aggiunge, non nasce da un problema di dimensioni,
ma da dieci anni di ostinazione a non procedere verso quegli aggiustamenti
organizzativi necessari, con due responsabili principali: il governo Belga
ed i sindacati.
Quanto alla catastrofe Swissair, questo dimostra il limite estremo della
globalizzazione nel settore del trasporto aereo.
Peter Morris, direttore del "Settore Analisi Economica" delle compagnie
IATA dichiara che la perdita netta accumulata dalle compagnie aeree, già
in agosto era di 3 miliardi di dollari. Dopo gli attentati, il traffico
si è stabilizzato su un -33% negli USA e tra il -10% ed il -15%
in UE.
Il miliardo e mezzo di passeggeri trasportati nel 2000 non cesseranno
di viaggiare in aeroplano, aggiunge Peter Morris, e non ci si deve indirizzare
verso il traffico, calato di un 10% anche durante la guerra del golfo,
ma alla redditività.
Le compagnie, sostiene Peter Morris, hanno approfittato dell' 11 settembre
per evidenziare ciò che avevano nascosto "sotto il tappeto" precedentemente.
I costi fissi estremamente elevati accentuano la gravità dei ritorni
economici ed i margini di profitto, che beneficiano di un esiguo 3% o
5%, cadono anche quando siamo in fase di crescita del trasportato.
La logica crudele del mercato globale e della deregolamentazione: più
il mercato cresce, più i profitti si riducono.
Per combattere la loro guerra commerciale, le compagnie usano come mezzo
principale quello dell'abbattimento dei prezzi. In questa competizione
le vere favorite sono le compagnie a "basso costo" che evidenziano redditività
maggiori e le grandi compagnie che godono di un contesto politico organizzativo
favorevole dal quale, molte volte, non conosciamo fino a che
punto pervenga un aiuto indiretto.
Fusioni, alleanze, voli in code sharing sono
la soluzione? Lapautre sostiene che: «..le persone che ripetono all'infinito
che il trasporto aereo europeo sarà, al termine del processo, dominato
da tre grandi compagnie, sono principalmente i responsbili di queste tre
grandi compagnie. Questa e' pura speculazione.» Anche se bisogna affermare
che Air France, British Airways e Lufthansa godono di un contesto favorevole
alla crescita, sviluppo e sostegno.
Basti osservare per esempio quanto sta accadendo in Francia; a Parigi
nascerà il terzo grande aeroporto cittadino. Sono sicuro che non
assisteremo assolutamente alla sequela di polemiche che ha seguìto
la nascita dell'aeroporto di Malpensa (aeroporto tra l'altro sempre esistito),
al quale è venuto a mancare un più deciso e determinato
sostegno nazionale.
In Italia la drammaticità della situazione è tale e quale
a quella degli USA, con l'aggravante che il contesto rischia di ostacolare
pesantemente la ripresa.
Alitalia, nel mese di ottobre denuncia un calo del 32%. Sicuramente un
primato europeo al pari di quello nord-americano. Le cause, oltre la crisi
dell'11 settembre sono da attribuirsi alla situazione venutasi a creare
dopo l'incidente di Linate. L'emergere di tutta una serie di problematiche
strutturali relative all'aviazione in Italia ha portato un ulteriore aggravamento
della crisi nel settore.
Con un contesto simile nessuna azienda potrebbe non sentirsi minacciata.
Come uscirne?
Politica industriale finalizzata alle attività aeronautiche seguìta
passo passo da organi governativi in grado di coordinare gli opportuni
interventi.
Una adeguata politica industriale passa attraverso la formazione della
base e degli organi dirigenti (vedere esperienza francese). Necessità
di strutture adeguate e di un efficace sistema di controllo (audit).
Il modello "consociativo" tra sindacati ed aziende introdotto negli anni
80 nelle imprese pubbliche, proposto con le migliori intenzioni, necessita
di essere rivisto. Il risultato è stato lo svilimento del ruolo
del sindacato e delle dirigenze aziendali.
Pertanto rispetto dei ruoli, delle regole ed ognuno agisca nel rispetto
delle proprie responsabilità.
Le reponsabilità non possono essere delegate, queste vengono definite
chiaramente da leggi e regolamenti, il resto è solo dannosa confusione.
La crisi del trasporto aereo in Italia ha profonde radici e richiede un
deciso intervento strutturale condotto capillarmente.
Saluti,
Beppe Giovenzana
Ed ora la denuncia di
una situazione preoccupante che non possiamo fare a meno di considerare
e che riproduciamo omettendo anche il nome di chi l'ha rilanciata nel
Forum per ovvii motivi
Ciao xxxxx,
come ti ho gia detto telefonicamente, mi è stato riferito che nel
Forum UP non ci sia voce di quanto stia accadendo in Air Europe. Potresti
mettervi la seguente lettera da parte mia? Preferirei rimanere anonimo,
visto i soggetti che navigano in Volare!
Ti faccio un breve riassunto il più schematico possibile sperando
di riuscire a non annoiarti.
Air Europe ha al suo attivo al momento 3 B767 e 2 B777 con circa 85 Piloti;
svolge prevalentemente attività di lungo raggio e contrariamente
a quanto si pensi, i suoi voli sono per la maggior parte di linea e non
charter (anche se per località di vacanza).
Il contratto attuale di Air Europe, rinnovato un anno fa, non è
certamente oggi il migliore in Italia ma garantisce ai suoi piloti una
qualità ed un tenore di vita del tutto accettabile.
Volare Group è diventata da più di un anno l'azionista di
maggioranza di Air Europe.
Volare Airlines ha 19 aeromobili, tra A320 e A321, sono in arrivo 2 A330
e tra poco essa avrà un B757 in wet leasing; il contratto con i
piloti di Volare è indietro di almeno 20 anni rispetto alla media
dei contratti nazionali Piloti, sia come qualità della vita che
come reddito, ma quel che è peggio è il "cottimo" previsto
nello stesso.
Vi è un abbattimento del salario (tra Air Europe e Volare) che
va da un minimo del 18% ad un massimo del 45% a seconda del grado e delle
ore volate.
Volare Group, senza minimamente concordare nulla con i Sindacati, sposterà
il 10 Dicembre uno dei tre 767 da Air Europe in Volare, per poi essere
seguito da tutti gli altri aeromobili a breve distanza (l'ultimo entro
marzo 2002).
Con fare ricattatorio e minaccioso i vertici
Air Europe e Volare stanno facendo un opera capillare di convincimento
contattando singolarmente i piloti (bypassando il sindacato) proponendo
loro le dimissioni spontanee da Air Europe con firma contemporanea in
Volare; pena, tra l'altro, il licenziamento!!
Nonostante il cedimento di circa il 20% dei Piloti a tale ricatto, la
rimanente parte degli stessi sta cercando di trattare tramite UP con l'Azienda,
la quale ha avviato la procedura prevista dalla Legge 223 (cessazione
di attività) e quindi il licenziamento del personale navigante
AirEurope in esubero. (ma esubero non esiste in quanto gli aeromobili
che vanno in Volare faranno esattamente le stesse tratte che facevano
in Air Europe; anzi, stanno arrivando in quest'ultima altre macchine a
dimostrazione che in questo settore non vi è più di tanto
crisi).
Di contro, configurandosi ciò che Volare Group sta facendo come
una cessione di ramo d'Azienda e non una cessione di attività,
UP, con l'RSA Air Europe, ha portato in Tribunale Volare Group per comportamento
antisindacale (Art. 28) e ci sarà una sentenza il 3 Dic 2001.
Immaginati se AZ trasferisse i suoi aeromobili in AZ Express o in Eurofly
e vi dicesse di dimettervi e firmare il nuovo contratto in quest'ultime
pena il licenziamento!!
Le considerazioni in merito sono molte; prima tra tutte è che Volare
Group è a tutt'oggi il primo gruppo privato in Italia e se dovesse
averla vinta in questa battaglia, sono in tanti convinti che molte altre
Compagnie Italiane cercherebbero di adeguarsi, prendendo il suo contratto
come riferimento per rimanere competitive (anche se tutti sanno che non
è certo il salario dei piloti che rende competitiva una Compagnia);
altra considerazione è che dopo il 2000 esistano ancora dei comportamenti
da parte delle Aziende che si pensavano finiti da almeno 30 anni.
Vedremo come va a finire (ti terrò aggiornato in base alla sentenza
x l'art. 28 del 3/12).
Ciao.
Credo che non ci sia bisogno
di ulteriori commenti, mentre l'unico commento al comunicato stampa che
segue è che, a quanto ci risulta, non gli è stato dato il
rilievo che meritava.
COMUNICATO STAMPA
NUOVAMENTE FERMI IN HANGAR VELIVOLI P68
OBSERVER DELLA POLIZIA DI STATO
Sfiorata ennesima tragedia
Nella mattinata di venerdì 7 Dicembre,
in occasione di un volo tecnico periodico di certificazione ENAC, un velivolo
P68 obs della Polizia di Stato è stato costretto ad un rocambolesco
atterraggio di emergenza presso l'aeroporto di Viterbo, in conseguenza
dell'avaria totale dei comandi di volo (alettoni).
La tragedia è stata scongiurata solo grazie alla presenza di spirito
e alla professionalità del pilota (oltre a questi vi era a bordo
anche un ingegnere funzionario dell'ENAC).
Il volo tecnico ENAC, che doveva concludersi presso l'aeroporto di Pratica
di Mare, dove al momento imperversavano avverse condizioni meteo e vento
forte con raffiche superiori a 70 km/orari, a seguito dell'avaria, è
stato fatto opportunamente dirottare, grazie al coordinamento del Centro
Radar di Roma, sull'aeroporto di Viterbo che al momento presentava una
situazione meteo meno penalizzante, ma pur sempre critica.
E' questo l'ennesimo gravissimo episodio di avaria che nel corso di quest'anno
ha visto coinvolti gli aeromobili modello P68 obs della Polizia di Stato.
A partire dall'incidente di volo del 3 Aprile '01 dove un velivolo dello
stesso tipo effettuò un atterraggio di emergenza sulla spiaggia
di Mondragone con entrambi i motori in avaria, l'anno 2001 è stato
caratterizzato da una teoria di incivolo ed eventi di pericolo a dir poco
impressionante.
Già da tempo questa Associazione ha
denunciato all'Amministrazione del Ministero dell'Interno (Dipartimento
della P.S.) lo stato di grave crisi della sicurezza del volo con particolare
riguardi all'idoneità dell'aeromobile in questione per i servizi
di Polizia e all'invecchiamento della flotta senza però ottenere
alcuna risposta seria e convincente, palesando invece l'Amministrazione
e la Ditta costruttrice (Vulcan Air) dubbi sulla condotta e sulla professionalità
degli equipaggi.
A giudizio di questa Associazione la misura è colma e non è
più tollerabile alcun ritardo nell'adozione di provvedimenti chiari
ed univoci a tutela della sicurezza volo e dell'incolumità degli
operatori di Polizia e dei cittadini.
Ciò premesso questa Associazione dichiara lo stato di mobilitazione
permanente del personale aeronavigante della Polizia di Stato a cui faranno
seguito idonee iniziative per la tutela dei legittimi interessi della
Categoria.
UNIONE PILOTI
Il Coordinamento Polizia
Il Dipartimento Comunicazione
Roma, 10 Dicembre 2001
Ed infine uscito non dal
Forum ma dai comunicati stampa che i media ignorano, come il precedente,
ecco un altro argomento.
Ci sono altri operatori di prima linea che costituiscono un elemento essenziale
nella costruzione della sicurezza del sistema aviazione. Sono i Vigili
del Fuoco.
Questi operatori non hanno solo il compito di salvare le vite di chi è
in pericolo in una situazione disastrosa ma hanno anche una funzione di
sorveglianza e osservazione critica delle operazioni a terra.
Grazie alla esperienza di situazioni vissute essi possono prevedere possibili
problemi in relazione a condizioni e comportamenti connessi all'attività
di aeromobili e mezzi sulla superficie aeroportuale.
Pertanto esperienza e numero adeguato di persone sono due aspetti fondamentali
che dalla denuncia che vediamo sembra subiscano una seria erosione.
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
- RDB
Coordinamento provinciale di Varese
COMUNICATO STAMPA
VARESE 13/12/2001
MALPENSA -20
Non e’ un improvviso abbassamento della temperatura
ma il degrado percentuale del potenziale di soccorso antincendio che l’aeroporto
patirà dal 10 gennaio 2002.
Gela comunque il sangue a chi si interessa veramente di sicurezza e prevenzione.
Con l’apertura di Malpensa 2000 era stato
aumentato il personale ma le piante organiche relative non sono mai state
consolidate dal Ministero dell’Interno.
Oggi, in ossequio alla tradizione che vede
le assunzioni di Vigili del Fuoco improntate al più spregiudicato
assistenzialismo ed asservimento alla metodica del voto di scambio, il
Ministero dell’Interno ritiene in esubero il personale di soccorso vigilfuoco
di Malpensa.
Per meglio focalizzare il problema dal Comando
provinciale di Varese usciranno 104 dipendenti e ne arriveranno 53 e ne
risentirà pesantemente anche il soccorso a tutta la cittadinanza
contribuente della provincia.
Aggiungiamo che se la qualità psicofisica
dei neoassunti sarà la stessa delle precedenti si prospettano tempi
durissimi.
Il sottosegretario Balocchi (Lega Nord) sentenzia
che è tutto previsto e sotto controllo; assumeranno finalmente
i VVF precari della regione?
Ci auguriamo di si in rispetto delle reali
esigenze del soccorso e del rispetto delle regole democratiche.
Del resto non vediamo alternative valide
per sanare una situazione che vede la corporazione tra amministrazione
VVF e sindacati confederali pesantemente responsabile di questa disastrosa
situazione.
IL COORDINATORE REGIONALE RDB
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