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Quando i Controllori ATC parlano
la stessa lingua dei piloti.
Questo non è un
articolo tecnico, non parliamo di radiotelefonia e comunicazioni radio
ma di politica del trasporto aereo nazionale. O meglio di politica parlano
i rappresentanti dell'Associazione Nazionale Assistenti e Controllori
della Navigazione Aerea [ANACNA] in un'audizione presso il Parlamento.
E noi siamo d'accordo con loro. Anche perché in conclusione della
audizione i delegati ANACNA hanno citato il principio di Bruggink che
caraterizza la nostra home page.
Questo è l'editoriale comparso sul periodico "Assistenza al Volo".
La Sicurezza…in Parlamento
Il 29 novembre
2001, una delegazione dell'Associazione ha partecipato all'audizione della
"IX Commissione parlomentare Ambiente, territorio e lavori pubblici" sul
tema della Sicurezza nel Trasporto Aereo, convocata dopo il disastro di
Linate per favorire una migliore individuazione delle aree suscettibili
di miglioramento.
Di seguito si riporta il testo integrale dell'intervento dell'ANACNA.
Nell'ambito dell'odierna audizione si ritiene
anzitutto opportuno definire il concetto di Sicurezza e quindi effettuare
un'analisi che consenta di far emergere le "aree critiche" su cui concentrare
gli eventuali interventi migliorativi.
La Sicurezza è l'obiettivo primario del Servizio di Controllo dei
Traffico Aereo, da assicurare insieme all'efficienza ed alla regolorità,
intese come mantenimento di un ordinato e spedito flusso di traffico.
La Sicurezza è un bene invisibile che si materializza solo quando
viene a mancare.
In ltalia non esiste un unico garante della Sicurezza del Volo. E' invece
operante una pluralità di Soggetti (dagli organi d'indirizzo, controllo
e vigilanza, ai responsabili delle infrastrutture, ai fornitori dei servizi
ed all'utenza ecc.) che, come in un complesso mosaico, sono chiamati a
produrre Sicurezza.
Abitualmente, quando si parla di sicurezza, si collega questo concetto
a tre fattori fondamentali: umano, tecnologico e ambientale.
LE RISORSE UMANE
Il principale campo suscettibile di intervento, per un miglioramento
effettivo della struttura organizzativa deputata alla gestione dei Servizi
del Traffico Aereo, risulta essere quello attinente all'impiego della
capacità professionale espressa dal segmento operativo.
Al di là della ancora attesa applicazione del DPR 223 del 10 maggio
2000, relativo allo certificazione dei controllori del traffico aereo,
la tematica centrale in questo ambito è l'identificazione del ruolo
del personale di estrazione operativa nel processo gestionale e decisionale.
Valorizzare e responsabilizzare l'elemento professionale centrale dell'Assistenza
al Volo, in una struttura orgonizzativa finalmente orientata alle esigenze
operative, può tra l'altro rappresentare la base per la crescita
culturale di quella parte del management che, per formazione ed esperienza
professionali, della Sicurezza del Volo ha una concezione meramente teorica.
Nei trascorsi vent'anni infatti, il top management aziendale (AAAVTAG-ENAV-ENAV
SpA) è stato principalmente individuato con logiche che poco hanno
a che vedere con tali necessità. Concetto, questo, ribadito anche
dall'allora Ministro dei Trasporti Bersani che, nel nominare l'ultimo
Commissario di ENAV (attuale Amministratore Delegato di ENAV SpA), chiese
alla politica ed al sindacato di fare un passo indietro.
Recentemente, i massimi responsabili sono stati individuati nel settore
dell'industria, nella convinzione che l'Assistenza al Volo possa essere
gestita con i principi ed i metodi che caratterizzano ben altri processi
di produzione.
Nel contempo si è assistito ad un continuo depouperomento di personale
di estrazione operativa nella struttura degli enti periferici e dell'ente
centrale a tutti i livelli, compreso quello dirigenziale, con conseguente
impatto negativo sulla capacità di gestione e pianificazione di
ENAV S.p.A.
LA TECNOLOGIA
L'investimento tecnologico come unica risposta alle accresciute esigenze,
sviluppato secondo un ottica che potremmo definire di tipo ingegneristico-industriale,
può risultare non sempre rispondente ai requisiti di sicurezza
ed efficienza generale del sistema.
Tale approccio, può portare alla realizzazione di programmi di
innovazione tecnologica più orientati alla gestione contrattuale
delle disponibilità economiche che al soddisfacimento, nei tempi
dovuti, di reali necessità operative ed ínfrastrutturali,
finalizzate ad un aumento della capacità di gestione e ad un contestuale
incremento dei livelli di sicurezza.
La medesima considerazione è valida per l'attività di manutenzione
degli impianti e dei sistemi per l'Assístenza al Volo, altro elemento
fondamentale nel ciclo di esercizio logistico dei mezzi.
AMBIENTE
In questo ambito si colloca il quadro di riferimento legislativo che,
per quanto riguarda l'assistenza al volo si presenta in modo frammentario.
Escluso l'impianto normativo istitutivo dell'Assistenza al Volo civile
Italiana, gli atti legislativi successivi appaiono essenzialmente
mirati alla gestione del cambiamento inerente all'assetto giuridico-istituzionale
dell'azienda, piuttosto che alla puntuale definizione ed aggiornamento
di un quadro normativo funzionale alle esigenze operative dei Servizi
del Traffico Aereo.
Contestualmente e símilarmente si è proceduti alla ridefinizione
organizzatíva degli altri organismi afferenti all'aviazione civile,
che non ha favorito l'auspicata índividuazione diretta dei diversi
compiti e responsabilità.
Tale situazione determina tempi estesi nell'intero processo decisionale
non consentendo una gestione efficiente del sistema.
In particolare si evidenzia il frammentario e parziale recepimento nell'ordinamento
interno (sancito nell'articolo 1 della Legge 13 maggio 1983 n.213) dei
principi contenuti negli Allegati Tecnici alla Convenzione di Chicago
(1944) dell'Organizzazione per l'Aviazione Civile Internazionale (OACI).
Detta mancanza provoca una situazione di incertezza in merito al valore
cogente degli "Standards" e delle "Recommended Proctices" nella normativa
OACI afferente ai Servizi del Traffico Aereo.
Il Codice della Navigazione, Regio Decreto del 30 marzo 1942 n. 327, seppur
modificato varie volte nel tempo, non sembra rispondere in modo adeguato
all'esigenza di una disciplina organica della materia. Nonostante emerga
ciclicamente la necessità di un dispositivo più moderno,
non sembra vicino il giorno in cui sarà adottato uno strumento
normativo all'altezza delle esigenze di un Paese avanzato dal punto di
vista aeronautico.
CONCLUSIONI
La Sicurezza è l'obiettivo primario del Servizio di Controllo
del Traffico Aereo.
I fattori umano, tecnologico ed ambientale, sono stati individuati come
le tre aree su cui è sentita la necessità di íntervento
al fine di perseguire al meglio il raggiungimento dell'obiettivo.
Il sistema Aviazione rimane tra i più sicuri anche se è,
innegabilmente, tra i più sensibili al "Fattore Umano" come causa
di errore nell'intero processo decisionale sia a livello strategico che
tattico.
Gli interventi migliorativi che la Commissione riterrà opportuno
proporre non potranno prescindere dall'adeguamento delle varie strutture
organizzative alle esigenze operative, valorizzando l'impiego, ai vari
livelli, delle professionalità centrali del sistema.
Questo anche per aderire ad uno dei principi basilari della sicurezza
del volo, che ríportiamo citando Gerrard Bruggink, Vice Direttore
del Bureau of Accident Investigation del National Transportation Safety
Boord (U.S.A.):
"Un fattore organizzativo diventa una
componente intrinseca del meccanismo causale quando i massimi responsabili
di Industrie costruttrici, Compagnie di Trasporto, Enti di regolomentazione
e di gestione, Organizzazioni sindacali e professionali preparano il terreno
all'incidente ignorando gli insegnamenti derivanti da eventi di pericolo
ed incidenti similari avvenuti nel passato tollerando compromessi per
ragioni di immagine personale, economiche o di inettitudine".
Da: Assistenza al Volo - 3° trimestre
2001
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