AIRMANSHIP





Comunicato ANATA

L'Associazione Nazionale Addetti al Traffico Aereo ha pubblicato a pagamento sul quotidiano la Repubblica un comunicato che riprendiamo con favore dal momento che l'intera faccenda è strettamente connessa con quanto è risultato dalla sentenza della Corte d'Appello per il processo del disastro di Verona.
[Il processo per il disastro di Verona - La sentenza della Corte d'Appello di Venezia]

Il comunicato dell'ANATA è la risposta ad un comunicato stampa emesso dall'ENAC per definire le mansioni degli addetti al traffico, una materia che come si può vedere è abbastanza controversa.
La domanda finale che a questo punto qualsiasi utente-passeggero potrebbe porre all'amministrazione dell'aviazione civile nazionale è:

«ma state pensando davvero a me?».

Comunicato stampa (dell'ENAC)
MANSIONI DEGLI ADDETTI AL TRAFFICO AEREO

Con riferimento alle notizie stampa diramate dalla CGIL circa un esposto al alcune procure relativamente alle disposizioni dell’Ente Nazionale per l'Aviazione Civile sui compiti dei dipendenti presso le direzioni aeroportuali definiti "addetti al traffico", si comunica che i presupposti alla base dell’esposto e delle conseguenti notizie stampa sono errati.
Infatti, il cosiddetto mansionario degli addetti al traffico risalente al 1982 che prescrive un ruolo passivo di mera registrazione e annotazione di dati da parte degli addetti al traffico è ampliamente superato dall’ordinamento organizzativo adottato dall’ENAC negli ultimi anni, nonché dal nuovo contratto di lavoro.
La nuova normativa prevede un ruolo proattivo nella prevenzione degli incidenti con interventi ispettivi a campione secondo programmi temporali predefiniti volti ad esercitare accertamenti in profondità sulle condizioni di sicurezza del comparto aereo.
Quanto sopra è altresì confermato dalla recente pronuncia della Commissione di Garanzia degli scioperi che ha sancito che gli aeroporti mantengono la loro operatività anche in assenza degli addetti al traffico e che invece è solo l’assenza del Direttore di Aeroporto e del suo sostituto che può determinare la sospensione dell’attività.
Inoltre, in data odierna, il Consiglio di Amministrazione dell’ENAC ha assunto un’apposita deliberazione sottoposta alla vigilanza ministeriale con la quale vengono adottate procedure di organizzazione delle strutture periferiche incentrate proprio sull’attività ispettiva a campione.
Con il nuovo ordinamento organizzativo e con le recenti disposizioni, l’ENAC intende assicurare una maggiore efficacia del controllo ispettivo presso gli aeroporti, abbandonando funzioni di controllo formale e burocratico caratteristiche del recente passato.
Roma, 29-01-2002

 

La risposta dell'ANATA

Lettera aperta degli Addetti al Traffico Aereo ai cittadini

In risposta ad un comunicato stampa emanato dall’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) in cui, tra le varie inesattezze, viene affermato che il ruolo degli "Addetti al Traffico’" è di "mera registrazione e annotazione di dati", la sottoscritta Associazione Nazionale ritiene indispensabile informare l’Opinione Pubblica su talune taciute circostanze.
Gli Addetti al Traffico Aereo (figura professionale prevista da norme mai abrogate) sono presenti negli Aeroporti italiani, presidiano 24 ore su 24 gli Uffici Controllo Traffico Aereo (UU.C.T.) e, a garanzia della sicurezza di tutti (passeggeri ed operatori), vigilano sulla qualità dei servizi erogati da una serie di Enti Pubblici ed Aziende Private in piena autonomia decisionale, concretizzando quei compiti solo formalmente assegnati al Direttore Aeroportuale in assenza del quale (e dunque per buona parte delle 24 ore lavorative) ne assumono anche le responsabilità.
Essi, pertanto, costituiscono il quotidiano punto di riferimento e di equilibrio per una serie di situazioni operative, per lo più critiche, che riguardano la «sicurezza».

D’altra parte, ci sembra fin troppo agevole evidenziare che, laddove gli Addetti al traffico avessero un ruolo di "passacarte" (come l'E.N.A.C. tenta di accreditare con la complicità e/o la colpevole "disattenzione" di talune organizzazioni sindacali), in caso di incidente aeronautico non sarebbero chiamati a rispondere del loro operato innanzi alla Magistratura, come anche la più recente cronaca giudiziaria ci riporta.

L'esigenza, avvertita da questa Associazione, di fornire elementi di chiarezza e di riscontro all'Opinione Pubblica circa la condizione ed il ruolo degli Addetti al Traffico Aereo, nasce dalla crescente preoccupazione dei lavoratori del settore (appartenenti all'area "operativa") di registrare nel comportamento della Dirigenza dell'E.N.A.C. una pericolosa "involuzione". Laddove, infatti, si tenta (neanche tanto celatamente) di esautorare i compiti degli Addetti al Traffico Aereo ai quali, anche con il sistematico e continuo smantellamento degli UU.C.T. (Uffici Controllo Traffico), vengono progressivamente sottratte le funzioni ma non le responsabilità, con il passaggio solo delle prime alle Società private di Gestione dei servizi aeroportuali (che diventano, quindi, "controllori di se stessi"), evidentemente si rende un pessimo servizio agli stessi operatori aeroportuali e, soprattutto, all'utenza.

Questa Associazione Nazionale, in ragione di tanto, avverte l'esigenza d'informare l'opinione pubblica che con le proprie istanze, rivolte all'E.N.A.C. e sempre disattese, ha inteso formulare proposte operative per la valorizzazione del personale degli Uffici Controllo Traffico Aereo (attraverso corsi di aggiornamento e di specializzazione), sia perché avverte l'esigenza, a garanzia dell'utenza e dei lavoratori del settore, di una maggiore efficacia ed incisività del controllo su tutte le attività connesse al trasporto, sia perché, evidentemente, l'indicata "politica" consentirebbe una maggiore salvaguardia dei livelli occupazionali ed un incremento di organico altrimenti cronicamente deficitario.

Associazione Nazionale Addetti al Traffico Aereo

Bologna 04.02.2002

 

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