AIRMANSHIP





L’attività dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo e le “sabbie mobili” diffuse nel sistema aviazione civile nazionale

 

L’evento “Airprox” dello scorso 18 luglio a Linate, ha nuovamente mobilitato l’attenzione di tutti i media sull’aviazione civile [forse più del solito perché i passeggeri di uno dei velivoli coinvolti erano congiunti del Presidente del Consiglio], ed è stato immediatamente commentato da varie parti, spesso senza la minima (è il caso di dirlo) “cognizione di causa”.

Fortunatamente l’inchiesta tecnica dell’ANSV ha avuto inizio tempestivamente ed ora disponiamo della relazione finale che è stata già sintetizzata da Air Press con l’articolo che proponiamo di seguito.

Il testo completo del rapporto in file pdf è scaricabile dal sommario di questa edizione.

Riteniamo di primaria importanza che i risultati delle inchieste tecniche degli incidenti abbiano raggiunto questo livello di diffusione e, in attesa che l’ANSV possa organizzare un suo sito come ogni altra agenzia di investigazione di incidenti d’aviazione, mettiamo volentieri a disposizione airmanshiponline.com per consentire ai nostri lettori con specifica competenza e ai visitatori interessati, di leggere la versione originale senza le naturali, possibili, manipolazioni interpretative di altre fonti.

Questo al di là di qualsiasi critica che si possa fare per rilevare eventuali incongruenze nelle modalità tecniche di conduzione delle inchieste o nella stesura delle conclusioni oppure nella sostanza delle stesse.

Infatti le critiche sui metodi o sulle procedure, quando sostenute da argomentazioni, da fatti e da esperienze, possono essere utili a favorire il processo di crescita di un ente che, nato con evidenti problemi e (sembra) non adeguatamente “alimentato”, deve confrontarsi con diverse difficoltà che, stando alle dichiarazioni del presidente Bruno Franchi [che riportiamo più avanti, tratto da Air Press] sono diffuse nel sistema come sabbie mobili.

In ogni caso le conclusioni dell’inchiesta sull’Airprox di Linate hanno sollevato perplessità e qualche critica che si è manifestata concretamente con la lettera del Segretario Nazionale dell’ANACNA (l’Associazione Nazionale Assistenti e Controllori della Navigazione Aerea).

Dal momento che rendiamo disponibile l’intero rapporto riportiamo anche la lettera del Segretario ANACNA Massimo Petrella e la replica del Presidente ANSV Bruno Franchi, in modo che il lettore competente possa valutare le reciproche argomentazioni e, considerazione principale, che gli “operatori di prima linea”, piloti d’aeromobile o controllori ATC, traggano gli insegnamenti necessari ad evitare la ripetizione degli errori che vanno individuati come active failures.

Dovrebbero trarre i dovuti insegnamenti anche i responsabili di gestione delle aree coinvolte, in altre parole avrebbero dovuto essere individuati i “policy factors”, le latent failures, presenti nel meccanismo causale dell’evento e dovrebbero essere rimossi da adeguate decisioni organizzative. Ma questo è un risultato sul quale siamo ancora definitivamente scettici.

(acp)

 

 

 

 

 

 

 

L’evento del 18 luglio

Airprox a Linate: l’Agenzia ha concluso l’inchiesta

 

Nella mattinata del 30 luglio il collegio dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha deliberato il rapporto conclusivo d’inchiesta sulla airprox avvenuta nell’area dell’aeroporto di Milano-Linate la mattina del 18 luglio (cfr. AIR PRESS, Fasc. 29/02, pag. 1101): conflitto di traffico fra il bireattore BAe 125-800 I-ALHO, in decollo da Linate per Nizza, e il monomotore SF.260 I-ISAI in volo da Vergiate a Parma via Saronno alla quota di 2.000 piedi. «Grazie alla documentazione sollecitamente fornita da Enav SpA e alla completa collaborazione dei piloti coinvolti, l’ANSV - dichiara la stessa in una sua nota - è riuscita a ricostruire dettagliatamente l’intera dinamica dell’evento classificandolo come “inconveniente grave”». Infatti, prosegue l’ANSV, «è stata riscontrata una sottoseparazione (erosione delle distanze minime previste per la circo-stanza operativa) tra i due aeromobili che si sono trovati, sul piano orizzontale, ad una distanza minima di 925 metri e sul piano verticale ad una distanza di 213 metri». Quindi «si è trattato di un’airprox che, secondo la nomenclatura Icao, viene definita “Safety non assured” (sicurezza non assicurata) e che per la commissione regolatrice della sicurezza di Eurocontrol corrisponde alla definizione di tipo B “Safety margins not respected” (margini di sicurezza non rispettati)». Sempre secondo l’Agenzia all’origine dell’episodio «è la coesistenza nello spazio aereo di traffico operante con regole di volo diverse (volo a vista e volo strumentale) oltre che sottoposto ad enti di informazione e di controllo diversi, nonché una serie di incomprensioni e di equivoci in merito alle comunicazioni radio ricevute da parte del pilota dell’aeromobile I-ISAI che, comunque, è riuscito a mantenere il controllo della situazione effettuando la manovra di scampo». L’Agenzia inoltre rileva «il comportamento del pilota dell’aeromobile I-ALHO che ha agito correttamente e con tempestività alle indicazioni fornitegli dall’apparato anticollisione di bordo T-CAS». [Da Air Press]

 


Questa la lettera dell’ANACNA che può essere meglio compresa nei riferimenti confrontandola con il testo del rapporto completo dell’Agenzia.

 

Al Presidente A.N.S.V.

Prof. Bruno FRANCHI

Via A. Benigni, 53

00156 ROMA  RM

 

e.p.c. 

Al Dipartimento Sicurezza

ENAC

Com.te Silvano Imparato

P.le degli Archivi 41

00144 ROMA  RM

 

All’Amministratore Unico

ENAV S.p.A.

Avv. Massimo Varazzani

Via Salaria 716

00138 ROMA   RM

                                                                          

 

Oggetto: rapporto d’inchiesta su inconveniente grave (airprox) occorso in data 18.07.2002, località Milano Linate, agli aeromobili SF.260 I-ISAI e HB-25B marche I-ALHO.

 

 

         Egregio Presidente,

avendo letto l’edizione provvisoria del rapporto d’inchiesta di cui all’oggetto, si ritiene doveroso rappresentarLe le seguenti considerazioni :

 

 

·         Pag.3 ultimo capoverso “per cui era stato inoltrato ed accettato da EUROCONTROL un piano di volo di tipo “Z” “

Il fatto che il FPL fosse stato accettato significa unicamente che era formalmente corretto, per questo tipo di FPL EUROCONTROL non effettua alcun tipo di controllo per la porzione di rotta VFR, per cui non è ipotizzabile che la rotta, sebbene pianificata, sia considerata pre-accettata dagli Enti ATS senza che il pilota una volta in volo richieda le prescritte autorizzazioni per volarla (ad esempio l’autorizzazione all’attraversamento del CTR di LIML come da AIP Italia RAC 4-1-4.3).

 

·         Pag.13 quarto capoverso “…il pilota dell’I-ISAI…non aveva interpretato correttamente la comunicazione con cui il suddetto controllore di Milano informazioni gli chiedeva di continuare il volo seguendo le regole del volo a vista verso Parma…”  

 

Pag.14 primo capoverso “il controllore di Milano informazioni…comunica all’I-ISAI : “I-AI con 6362 inserito proceda in VFR per PAR e si aspetti l’inserimento prossimo a

PAR” Tale comunicazione, pur essendo formalmente corretta, potrebbe tuttavia aver generato nel pilota dello  I-ISAI la convinzione di dover procedere direttamente verso la radioassistenza di Parma (così come pianificato), pur continuando a mantenere le regole del volo a vista.

Il controllore di Milano informazioni fornisce il Servizio Informazioni Volo (FIS) e il Servizio di Allarme (ALS) ai voli VFR nella sua area di giurisdizione, quindi per sua natura non può rilasciare autorizzazioni di nessun tipo, se non su delega di un Ente ATC e non è questo il caso, compresa quella di procedere direttamente verso un punto o radioassistenza. E’ ragionevole invece ipotizzare che il pilota, vista la sua esperienza, avesse coscienza di questo per cui l’ipotesi palesata dall’investigatore sembra essere insussistente.

 

·         Pag.14 secondo capoverso”Il fatto poi che nella suddetta comunicazione di Milano informazioni all’I-ISAI fosse stato specificato di mantenere inserito il codice transponder 6362 può aver indotto il pilota del velivolo in questione a credere di essere già sotto controllo radar.”        

Il Doc. 4444 RAC/501 recita “6.2.1.1  Before providing radar service to an aircraft, radar identification shall be established and the pilot informed. Thereafter, radar identification shall be maintained until termination of the radar service …omissis 6.2.1.3 Radar identification shall be established by at least one of the following methods.

6.2.2 SSR IDENTIFICATION PROCEDURES

6.2.2.1 Where SSR is used, aircraft may be identified by one or more of the following procedures:

a)     recognition of the aircraft identification in a radar label;

b)     recognition of an assigned discrete code, the setting of which has been verified, in a radar label;

c)     direct recognition of the aircraft identification of a Mode S-equipped aircraft in a radar label;

d)     by transfer of radar identification (see 6.3);

e)     observation of compliance with an instruction to set a specific code;

f)       observation of compliance with an instruction to squawk IDENT;”

Nell’evento in esame nessuno dei metodi d’identificazione previsti è stato applicato, come peraltro confermato in Allegato D-1 (relazione del pilota del velivolo I-ISAI) “...omissis…Stabilito il contatto con Milano Informazioni (124.92) siamo stati istruiti ad inserire un codice discreto a quattro numeri. Ad operazione effettuata non si è ricevuto nessun riscontro…omissis…”

 

·         Pag.14 ultimo capoverso “Successivamente si registra una comunicazione parzialmente incomprensibile che finisce con ”6362” e quindi attribuibile al pilota dell’I-ISAI. Si ritiene che con questa comunicazione il pilota dell’I-ISAI avesse inteso confermare la propria convinzione di essere sotto controllo radar.”

Non ci sembrano essere elementi che possano confermare questa ipotesi, se non gravi carenze nella preparazione professionale del pilota relativamente all’area ATC/ATM.

 

·         Pag.15 terzo capoverso “La comunicazione tra i due controllori (quello di Milano informazioni e quello radar del settore arrivi) relativa alla posizione dell’I-ISAI – avvenuta come già detto a voce – potrebbe non essere stata sufficientemente esplicativa.”

Il pilota di I-ISAI non aveva chiesto né ricevuto alcuna autorizzazione ATC ad interessare uno spazio aereo controllato quale il CTR di Linate (come prescritto in AIP Italia RAC 4-1-4.3) per cui avrebbe dovuto evitarne il sorvolo. Nel momento in cui il controllore di Milano Informazioni è stato informato dal controllore ADE che il velivolo I-ISAI stava per interessare il CTR di Linate, non potendo sapere se il pilota avesse ottemperato al sopraccitato obbligo, lo ha istruito in modo corretto e tempestivo a collegarsi con Linate TWR. Non si comprende, vista l’azione intrapresa, l’ipotesi dell’investigatore circa una paventata carenza di coordinamento tra i due controllori.

 

·         Pag.16 primo capoverso ”…omissis…Il curriculum del pilota dimostra una sufficiente esperienza nel campo addestrativo e si ritiene che l’evento non sia stato generato da una carenza nella preparazione professionale…omissis…”

Non si comprende come l’investigatore incaricato sia giunto a tale affermazione, emergendo, dall’analisi dell’evento e dalla lettura dell’Allegato D-1, evidenze che vanno in direzione diametralmente opposta circa l’area ATC/ATM.

 

·         Pag.17 “L’istradamento comunicato da Milano informazioni al pilota dell’I-ISAI non è una rotta VFR pubblicata nell’AIP Italia.”

E non poteva essere altrimenti visto che non ci sono rotte VFR pubblicate in AIP Italia per l’aeroporto di Parma e che il pilota aveva pianificato un inserimento in IFR lungo la sua rotta.

Si rammenta che in AIP Italia RAC 4-1-1.19 sono indicati i settori VFR relativi all’area di Milano.

 

·         Pag.17 “Il pilota dell’I-ISAI, nella sua comunicazione di risposta a Milano informazioni, non ha ripetuto “l’inserimento prossimo a PAR”. Il controllore di Milano informazioni non ha rilevato l’incompleto read back dell’I-ISAI alla sua comunicazione o non lo ha ritenuto importante.”

Non è previsto read back per questo tipo d’informazione per cui il conseguente hear back da parte del controllore è stato corretto.

 

·         Pag.17 “Il controllore di Milano informazioni ha comunicato all’I -ISAI che stava interessando la zona di controllo di Milano Linate, ma non lo ha avvertito che non era stato autorizzato a farlo.”

Non si comprende la necessità di questa affermazione, peraltro fuorviante,  dell’investigatore incaricato che sembra tesa a stabilire un nesso di casualità che non ha riscontro alcuno, in quanto  il pilota di I-ISAI non aveva chiesto né ricevuto alcuna autorizzazione ATC ad interessare uno spazio aereo controllato quale il CTR di Linate, come prescritto in AIP Italia RAC 4-1-4.3, per cui avrebbe dovuto evitarne il sorvolo. Nel momento in cui il controllore di Milano Informazioni è stato informato dal controllore ADE che il velivolo I-ISAI stava per interessare il CTR di Linate, non potendo sapere se il pilota avesse ottemperato al sopraccitato obbligo, lo ha istruito in modo corretto e tempestivo a collegarsi con Linate TWR.

 

·         Pag.17 “Non c’è stato un coordinamento sufficientemente efficace tra Milano informazioni, Controllo radar e Torre di controllo di Linate.”

 Un coordinamento più efficace poteva esserci se il pilota avesse palesato esplicitamente la volontà di attraversare il CTR di Linate ottemperando a quanto previsto in AIP Italia RAC 4-1-4.3, ma visto che ciò non è stato fatto ed in relazione al susseguirsi degli eventi è evidente che il coordinamento è stato più che efficace avendo, tra l’altro, dato la possibilità al controllore di TWR di Linate di dare istruzioni di evitamento all’I-ALHO.

 

·         Pag.18 “Cause”

Non nascondiamo il nostro stupore nel non vedere elencata tra le cause generatrici dell’inconveniente quella che riteniamo essere la principale, e cioè la non ottemperanza da parte del pilota dell’I-ISAI del disposto normativo riportato in AIP Italia RAC 4-1-4.3 circa la necessità di chiedere ed ottenere specifica autorizzazione ad interessare il CTR di Linate.

 

·         Pag.18 “Cause…L’informazione di procedere VFR verso Parma (coincidente con la destinazione IFR pianificata) impartita dal controllore di Milano informazioni.”

Coerentemente con quanto riportato nel Capitolo II Analisi tra le cause dovrebbe esserci “…porta invece a rilevare che il pilota dell’I-ISAI aveva iniziato il contatto radio con il controllore di Milano informazioni nello stesso modo dei voli precedenti, ma non aveva interpretato correttamente la comunicazione con cui il suddetto controllore di Milano informazioni gli chiedeva di continuare il volo seguendo le regole del volo a vista verso Parma, in attesa del successivo transito alle regole del volo strumentale.” Per cui la causa è l’interpretazione non corretta dell’informazione e non l’informazione impartita.

 

·         Pag.18 “Cause…Il coordinamento non ottimale tra Milano informazioni, Milano radar e la Torre di controllo di Linate.” 

Come riportato precedentemente, un coordinamento più efficace poteva esserci se il pilota avesse palesato esplicitamente la volontà di attraversare il CTR di Linate ottemperando a quanto previsto in AIP Italia RAC 4-1-4.3, ma visto che ciò non è stato fatto, ed in relazione al susseguirsi degli eventi, il comportamento dei Controllori del traffico aereo degli Enti coinvolti è stato tempestivo e puntuale ed ha contribuito a limitare le conseguenze di azioni non conformi alle regole del volo messe in campo da altri. Per quanto detto non ci sembra che il succitato coordinamento possa essere ragionevolmente annoverato tra le cause generatrici dell’inconveniente. 

   

·         Pag.19 “Raccomandazioni…ANSV-23/181-1/I/02 …rispetto delle regole del volo a vista…l’ingresso in spazi aerei controllati deve avvenire soltanto a seguito di autorizzazione dello specifico ente di controllo del traffico aereo.”

La raccomandazione, che andrebbe parzialmente corretta, in quanto per permeare lo spazio aereo E, sebbene controllato, non si ha necessità di ottenere una autorizzazione ATC, dovrebbe essere estesa a tutte le scuole di volo nazionali, ed essere di stimolo per rivedere i programmi ministeriali circa l’area ATC/ATM per il conseguimento delle licenze di volo, congiuntamente all’utilizzo obbligatorio di Controllori del traffico aereo, regolarmente licenziati secondo quanto disposto dall’art. 731 C.N., nella fase d’istruzione teorica delle materie di cui sopra.

 

·         Pag.19 “Raccomandazioni…ANSV-23/181-2/I/02 …si raccomanda che il coordinamento tra gli enti preposti ai servizi di assistenza al volo avvenga in maniera certo, puntuale e tale da non generare incertezze su cui sia il titolare dell’assistenza/controllo su ogni singolo aeromobile.”

Per quanto esposto precedentemente (vedi Commenti relativi a pag.18 “Cause”) la raccomandazione non è ragionevolmente correlabile ad alcuna causa generatrice dell’evento di cui all’oggetto per cui andrebbe cancellata.

 

La relazione di cui all’oggetto sembra, in conclusione, risentire in modo evidente di una carenza, più volte evidenziata dalla scrivente Associazione, che ad oggi potremmo definire endemica di ANSV:

la mancanza di controllori del traffico aereo tra le sue dotazioni organiche.

 

Il risultato è inevitabilmente una limitazione a quell’opera di prevenzione continua e specializzata che ANSV, in conformità all’Annesso 13 ICAO, deve fare per dovere istituzionale, con possibili ripercussioni sia per la comunità aeronautica in senso stretto che per l’intera comunità nazionale.

 

Auspicando che vengano intraprese tutte le azioni necessarie per colmare questa  grave lacuna, e animati dal consueto spirito di collaborazione a Lei noto, Le inviamo questo documento affinché la versione finale del rapporto di cui all’oggetto contenga un’analisi dell’evento più completa rispetto al complesso contesto ATC/ATM, risultando così,  realmente più proficua ai fini della prevenzione.

Rimanendo disponibili ad ogni chiarimento si ritenesse necessario, ci è gradito inviarLe distinti saluti.

 

Il Segretario Nazionale A.N.A.C.N.A.

Massimo Petrella

 

 

 


La risposta del Presidente ANSV Prof. Bruno Franchi:

 

AGENZIA NAZIONALE PER LA SICUREZZA DEL VOLO

(istituita con decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66)

Roma, 3 settembre 2002

Preg.mo

Sig. Massimo Petrella

Presidente ANACNA

Via Camilla, 40

00181 Roma

e p.c. ENAC

Dipartimento Sicurezza

Com.te Silvano Imparato

P .le degli Archivi, 41

00144 Roma

ENAV

Amministratore Unico

A vv. Massimo Varazzani

Via Salaria, 716

00138 Roma

 

Oggetto: rapporto di inchiesta su inconveniente grave (airprox) occorso in data 18.07.2002,località Milano Linate, agli aeromobili SF. 260 I-ISAI e HB-25B marche I-ALHO.

 

Si fa riferimento alla nota di codesta Associazione del 23 agosto u.s., concernente l'oggetto.

Al riguardo, nell' apprezzare lo spirito di collaborazione dimostrato nei confronti della scrivente Agenzia da parte di codesta ANACNA con la nota a riferimento, si rappresenta che –ferme restando le conclusioni cui è pervenuta l'Agenzia sull'evento in questione - l'investigatore incaricato dell'Agenzia titolare della inchiesta tecnica in oggetto è disponibile per un incontro con i rappresentanti di codesta Associazione per ogni chiarimento ritenuto necessario in proposito.

Quanto sopra premesso, in merito alla circostanza che l'Agenzia non dispone di figure professionali corrispondenti al controllore del traffico aereo nell'ambito dell'attuale organico, si sottolinea che l'inserimento nella propria dotazione organica di tale tipo di professionalità è valutato positivamente da questa Agenzia, ma richiede il ricorso a modalità di reclutamento ben definite e conseguenti tempi tecnici non comprimibili ed indipendenti dall'Agenzia stessa.

Peraltro, come noto, proprio per il motivo teste richiamato, l'Agenzia, in occasione del grave incidente occorso a Linate l'8 ottobre 2001, si è avvalsa, sin dall'inizio della relativa inchiesta tecnica, della collaborazione di un controllore dell'ENAV esperto di sicurezza del volo nel team di consulenti coordinato dall'investigatore incaricato.

Distinti saluti.

Il Presidente

(Prof. Bruno Franchi)

 

 

 

Purtroppo il lavoro per i pochi investigatori dell’Agenzia non manca ed il mese di agosto ha visto altri incidenti che rientrano nella competenza investigativa dell’ANSV.

In un’occasione (l’incidente del Pilatus finito in mare dopo un lancio di paracadutisti) sono di nuovo state anticipate le conclusioni da altri che, dato il livello di impegno delle decisioni prese di conseguenza (riconoscimento del comportamento del pilota), questo potrebbe portare ad una situazione di possibile imbarazzo nella conclusione dell’inchiesta.

E per fortuna che l’ANSV non si occupa di investigazione sugli incidenti in ambito ultraleggeri, deltaplani e vari altri tipi di attrezzi che vagano nei bassi strati dell’atmosfera (ma non sempre), perché non potrebbe certo far fronte alle necessità.

Ma a proposito, chi fa le inchieste tecniche in questo settore? Questa è un’altra storia di ordinaria follia che affronteremo prossimamente dato che l’AeroClub d’Italia se lo stanno dimenticando, come dice il Senatore Pedrini.

 

 

 

«Avrei preferito più professionalità e un po’ meno “amici degli amici”»

Critiche al progetto di riforma dell’aviazione civile. No alla trasformazione dell’Agenzia sicurezza volo.

Egidio Pedrini, senatore dell’Udeur, membro della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama, è fortemente critico nei confronti del disegno di legge sulla riforma dell’aviazione civile presentato giorni fa dal presidente della commissione Trasporti della Camera, il deputato di Forza Italia Paolo Romani.

E ad AIR PRESS preannuncia il suo impegno per attivare, alla riapertura delle Camere, «opportune iniziative parlamentari» che intende sviluppare attraverso un consenso trasversale coinvolgendo sia maggioranza che opposizione.

Analizzando il ddl, Pedrini trova molti punti che sottopone a critica. Per cominciare, sulla quarantina di pagine del ddl Romani, trenta sono dedicate alla riforma del Codice della navigazione, sei all’Enac, cinque all’Enav e otto all’Agenzia sicurezza del volo che si vuole trasformare in Agenzia nazionale per le investigazioni

aeronautiche.

«Mi sembra che si sia fatto di tutto un pò» nota il senatore dell’Udeur per il quale l’articolato del provvedimento mostra diverse carenze anche rispetto alle “linee guida” d’un tempo.

Ad esempio, «perché non si parla più dell’Aero Club d’Italia? Se lo sono dimenticato?», mentre, nello stesso tempo, «si riducono le attribuzioni dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo».

Infatti, afferma Pedrini, con l’articolo 32 l’attuale Agenzia nazionale per la sicurezza

del volo viene trasformata in una Agenzia nazionale per le investigazioni aeronautiche.

Questo significa, secondo il senatore, che «l’Agenzia non c’è più». Sempre a proposito di sicurezza del volo, Pedrini critica anche l’articolo 34 del provvedimento laddove si definiscono come organi della nuova Agenzia per le investigazioni aeronautiche il presidente, il direttore generale e il collegio dei revisori dei conti. Ma, allora, si chiede il senatore, «il presidente che cosa presiede?».

Antincendio. Di fatto, afferma Pedrini, questo è previsto a carico dello Stato solo sui

grandi aeroporti, mentre sui piccoli, ma “piccoli” relativamente, l’antincendio grava sul gestore.

E visto quanto costa l’antincendio, questo significa far chiudere gli aeroporti “piccoli”.

In sintesi c’è da rilevare, secondo il senatore dell’Udeur, «la mancanza di un controllo sostanziale dell’aviazione civile da parte dello Stato». Insomma, dichiara Pedrini, «in un ministero nel quale sono stati accorpati lavori pubblici, navigazione, pesca, trasporti aerei» e senza più la vigilanza del Dipartimento Aviazione Civile «avrei preferito più professionalità e un po’ meno “amici degli amici”».

In sostanza si è proposto un ridisegno del Codice della Navigazione con, in contemporanea, la conferma della commissione di riforma del Codice stesso. «La cosa grave è  sottolinea Pedrini  che le sciagure non ci hanno insegnato nulla». Ed «è impossibile che il governo possa delineare una nuova organizzazione aeroportuale, accentrando i compiti pubblicistici nelle mani del gestore, offuscando la figura del direttore di aeroporto». Quando, «proprio a seguito della privatizzazione delle gestioni aeroportuali, la figura del direttore d’aeroporto deve essere rafforzata anziché indebolita». Fra l’altro, secondo Pedrini, si aprono gli aeroporti «a soggetti giuridici esteri» che si troverebbero a rivestire funzioni prima conferite a soggetti giuridici italiani. E, si chiede Pedrini, «il senso dello Stato dove è andato a finire?».

 

Il presidente Bruno Franchi ad AIR PRESS

«L’eliminazione dell’ANSV la vuole chi non ha mai digerito la sua esistenza»

«Prendo atto che, con la proposta di legge 2918, presentata il 27 giugno 2002, alcuni parlamentari della maggioranza, tra cui l’on. Paolo Romani (primo firmatario) e l’on. Luigi Martini, vogliono eliminare l’unica istituzione aeronautica (l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo) passata indenne dall’incidente di Linate, per sostituirla con un soggetto di diritto e di fatto completamente nuovo (l’Agenzia nazionale per le investigazioni aeronautiche) che avrà, rispetto all’attuale ANSV, meno competenze, meno poteri e minori garanzie di terzietà». Lo ha dichiarato ad AIR PRESS il presidente dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, prof. Bruno Franchi, in merito alla proposta di riforma dell’aviazione civile. «Peraltro prosegue il presidente dell’Agenzia  le previsioni normative contenute nella suddetta proposta, così come sono strutturate, non solo ignorano gli orientamenti più recenti a livello internazionale, ma renderanno anche difficile lo svolgimento delle inchieste più delicate da parte del nuovo soggetto investigativo. Ho l’impressione, inoltre, che l’eliminazione dell’ANSV, poco tempo dopo la sua istituzione e proprio nel momento in cui sta per completare le inchieste sull’incidente di Linate e su altri gravi eventi occorsi in Italia, potrebbe suscitare non poche perplessità a livello internazionale, inducendo le autorità straniere a porsi molteplici interrogativi sulla realtà italiana».

Di certo, sostiene Franchi, «l’eliminazione dell’ANSV sarà accolta favorevolmente da quei soggetti istituzionali e da quegli operatori aeronautici che non hanno mai digerito la sua esistenza, dal momento che l’ANSV, nell’assolvimento dei suoi compiti istituzionali, ha inevitabilmente messo a nudo le aree di criticità del nostro sistema aviazione civile, rendendole di pubblico dominio».

 

 

L’ANSV ha chiuso altre due inchieste sull’aviazione generale

Un incidente mortale e un inconveniente grave

L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha reso noti altri due rapporti d’inchiesta su eventi risalenti al 2001 ed entrambi riguardanti aeromobili dell’aviazione generale. Il primo rapporto riguarda l’incidente occorso al motoaliante Ventus CM D-KFMB, pilota un cittadino italiano, deceduto, caduto su un costone vicino a Campotosto (L’Aquila) il 4 agosto 2001 durante una gara della Coppa Internazionale del Mediterraneo di volo a vela (decollo da Rieti). Il secondo rapporto riguarda l’in-conveniente grave occorso il 5 agosto 2001 a La Comina (Pordenone) al Cessna U206G I-PAVR: atterraggio in un campo agricolo per piantata di motore.

 

 

Ed infine per far comprendere che il volo, lo si faccia per sport o per turismo, non solo come professione, è un attività che va affrontata con la consapevolezza dei pericoli e con la valutazione informata del rischio (che vuol dire: educazione, preparazione, conoscenza, esperienza, atteggiamento mentale, ecc.) proponiamo un altro rapporto conclusivo dell’ANSV su un incidente accaduto sul Monte Tobbio nei pressi di Alessandria il 3 giugno 2001.

 

 

Suggeriamo a chi non lo avesse fatto, perché non conosceva questo sito, di andare ai primi due articoli (edizione 1999) che illustrano la nostra filosofia di base della professionalità aeronautica.

 

 

Airmanship – Un modello concettuale ed operativo di riferimento

 

I modelli comportamentali e la salvaguardia della vita umana

 

 

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