Eziologia di un incidente:
Fattori Causali Diretti e Remoti della Collisione al Suolo tra due
B-747 a Fiumicino - Seconda parte
Il 1°
dicembre 1994 alle 12.25 locali il B-747 Freighter
I-DEMC, mentre entrava nell'area adiacente la testata pista 16 R per
l'allineamento ed il decollo, urtava con l’estremità dell’ala destra
l’ala sinistra del B-747 Combi I-DEMT, fermo
sul lato destro della stessa area. Entrambi gli aeromobili erano diretti
a New York.
[Presentazione
ed analisi di Aldo C. Pezzopane]
Come dissi all'inizio della
prima parte, fui testimone di questo incidente trovandomi nel miglior
posto di osservazione possibile; ero al comando del B-747 fermo sul
lato destro dell'area di attesa, quando esso venne
urtato dall'altro aereo in movimento.
Mi trovai nello stato d'animo
analogo a chi viene tamponato in strada ma
fui anche nella condizione di rilevare prontamente ogni evidenza utile
alla successiva analisi. Analisi che mi competeva come incaricato
della Sicurezza Volo delle operazioni Lungo Raggio.
3. - Collisione al suolo tra due B-747 - Un caso di
studio
3.1- investigazione
Per comprendere il livello di
conoscenza di chi si accinge ad analizzare un incidente è opportuno
fare un esempio. Vediamo quali sono i diversi livelli di comprensione
di un ipotetico osservatore di una partita di foot-ball americano.
[Non parlo di calcio [soccer-ball]
perché di questo sport in Italia tutti pensano di avere conoscenze
superiori al CT della nazionale.]
A seconda delle
circostanze abbiamo tre situazioni
basiche.
Prima situazione: l’osservatore è in grado, forse, di capire che si tratta
di una partita di foot-ball dalla configurazione del campo, da come
sono vestiti i giocatori e da altri elementi di cui può aver sentito
o visto occasionalmente in passato. Pur non conoscendo regole e particolarità
del gioco egli è pur sempre in grado di comprendere ciò che sta succedendo
in termini di eventi e può descrivere anche numerosi dettagli. Con
un’osservazione attenta e prolungata può anche tentare di stabilire
alcune relazioni causa effetto di quel che vede. Egli non è, comunque,
in grado di comprendere la “partita”.
Non c’è un profondo significato in ciò che egli riesce
a capire.
Possiamo definire questo primo
livello di comprensione dell’osservatore livello
di comprensione di scenario [local understanding]
Seconda situazione: l’osservatore ha praticato il gioco e conosce
molto bene le sue regole. In questo caso il livello di comprensione
è molto più elevato. Egli comprende il gioco che si sta svolgendo
sotto i suoi occhi in termini di rispetto o violazione delle regole,
in termini di maggiore e minore forza delle squadre, in termini di
bontà di azioni di difesa e di attacco, e quindi di azioni vincenti.
Stavolta egli comprende la “partita”, anche se non ne conosce i risvolti
nascosti. Questa comprensione si avvicina a quella di chi è in campo
ed è definibile livello di comprensione prossimale di causalità
o comprensione tattica
[tactical level of understanding].
Terza situazione: l’osservatore è l’allenatore. Egli, in questo caso, ha
una comprensione strategica di ciò che avviene. Egli interpreta i
problemi tattici, le azioni e gli errori nel quadro della dinamica
del gioco, della posta in gioco, della storia della squadra, delle
tattiche predisposte e così via. Egli
può tracciare piani per il prossimo match da ciò che vede in termini
di strategie future, selezioni e allenamenti, ecc.
Questo è il livello di comprensione sistemica di causalità
[systemic level of understanding]
o comprensione strategica ed è il livello
richiesto per intraprendere qualsiasi azione correttiva dopo un evento.
Per entrare maggiormente nel
campo dei modelli di generazione
causale di incidente e della conseguente analisi, possiamo identificare
i tre suddetti livelli di comprensione di causalità con i tre stadi
del processo investigativo che consentono di stabilire:
a) che cosa (what),
b) come (how),
c) perché (why).
3.1.1 - LIVELLO DI SCENARIO.
Prima di addentrarci nell'analisi
ripropongo qui di seguito la comunicazione SIE [Safety Information Exchange] inviata
tempestivamente nel circuito IATA, l'associazione internazionale delle
compagnie aeree, per segnalare il problema e per allertare
tutti gli altri operatori.
A B-747 Freighter was taxing
along the left side of the holding position area of RWY 16
RIGHT at FCO when its right wing tip struck the left wing tip of a
company B-747 Combi, stationing on the right side of the holding bay for
a technical check.
The B-747 Combi had the section #1
of the left #1 leading edge flap torn off since the right wing of
the B-747 Freighter went below its left wing due to the heavier Freighter
gross-weight.
Replacement of the leading edge and NDT [non destructive test]
for asimmetrical load were accomplished
in two days.
The B-747 Freighter right wing was severely damaged by the
fragmented leading edge which actually engraved the wing surface deeply
enough to cut the edge of the
rear beam.
Repairing works required two weeks.
Post-occurrence analysis put in evidence that both aircraft
were about 2 meters at the outer side of their taxi-lines and investigation
disclosed several causal factors.
Distance between the lines were 54.5 meters, not enough for
a B-747 proceeding parallel to another B-747 (wing-span 60 meters).
According to the airport authority either lines were not intended
as by-pass line but this information was never given to the operators
and is not reported on the AIP-Italy.
This is peculiar of any holding position at FCO airport and
the problem is similar all over Italian airports.
Since the crew of the B-747 Freighter were doubtful about the
wing clearance, the pilot in command steered slightly to his left
well in advance while the copilot was looking to the right wing-tip. The horizontal difference of about half - meter
between the wings and the fogged cockpit window probably misled the
copilot perception of the actual lateral distance and caused him to
give a thumb-up signal to the captain.
The delay of the Freighter flight and its slotted departure
contributed to the occurrence causing a rushed crew behavior confirmed
later by the Freighter captain’s report.
Che cosa (what)
Questo livello corrisponde alla
notizia sinottica riportata nell'introduzione e l’aggiunta di qualche
particolare non farebbe altro che completare la descrizione dello
scenario come poteva essere visto da uno spettatore o da uno dei passeggeri
seduti sul lato sinistro del B-747 investito che avesse osservato
l’approssimarsi del B-747 investitore.
Da questo livello è possibile
proseguire sviluppando l’indagine secondo
modelli di riferimento che ci aiutino a ricostruire il puzzle.
Da questo momento utilizzeremo i modelli illustrati precedentemente iniziando
dallo SHELL model per esaminare gli aspetti relativi ai rapporti tra
gli elementi del sistema che operano in prima linea.
3.1.2 - LIVELLO DI COMPRENSIONE PROSSIMALE DI CAUSALITÀ.
Come (how)
In seguito ai primi rilievi e misurazioni fu stabilito che la distanza tra
le due linee dipinte al suolo utilizzate normalmente per il rullaggio
degli aerei erano ad una distanza laterale inferiore a quella richiesta
affinché due B-747 potessero procedere affiancati. Questo
fatto non era noto ad alcuno!
Nel modello di Reason esso costituisce il foro nella barriera di difesa,
la finestra di opportunità per l'incidente. Essa è, comunque, il risultato
di falle latenti costituite dai processi
di comunicazione tra enti diversi oltre ad altri fattori che riguardano
addestramento di personale in alcuni sottosistemi di supporto (Aeroporti
di Roma, Direzione Aeroportuale, Ditte appaltatrici, ecc).
Interfaccia equipaggio
Dal momento che c’erano 5 membri
di condotta sul B-747 Cargo è necessario stabilire in che modo essi
si posero il problema della separazione laterale dall’altro aereo
e come lo affrontarono.
L’assuefazione alla visualizzazione
del rapporto con altri aerei vicini fece venire a tutti il dubbio sulla possibilità che il superamento potesse
avvenire agevolmente.
Da ciò la richiesta del Com.te ad uno dei F/Os (Primi Ufficiali)
di guardare l’ala da uno dei finestrini del salottino e a quello seduto
ai comandi di fare altrettanto, per quanto possibile, dal finestrino
laterale della cabina di pilotaggio.
Uno dei tecnici di volo manifestò perplessità anche dopo che il
Com.te aveva eseguito
uno spostamento a sinistra della linea gialla di rullaggio. Il F/O nel cockpit
però sembrava ragionevolmente
certo che la distanza tra le due estremità alari fosse sufficiente
a consentire il passaggio, tanto da fugare ogni residuo ragionevole
dubbio nel Com.te che proseguì il rullaggio.
Se qualche dubbio residuo fosse stato presente
in qualcuno degli altri non risultò da quanto fu riferito.
Interfaccia equipaggio - macchina
La relativa agilità di rullaggio
come possibilità di manovra che caratterizza il B-747 contribuisce
a false percezioni della velocità e dell’ingombro che sono spesso
ottimistiche e fanno trascurare necessari margini cautelativi.
Il punto di vista è a quasi 10
metri da terra.
La visibilità dell’estremità
alare attraverso i finestrini laterali è pessima
e a causa di fenomeni di rifrazione e stato del vetro, si è portati
a stime errate della posizione dell’ala rispetto a oggetti adiacenti.
Inoltre virate in allontanamento da ostacoli prossimi alla estremità
dell’ala provocano un iniziale non
valutabile avvicinamento agli ostacoli stessi.
Questo aspetto emerse in un precedente
analogo incidente al suolo all’aeroporto di JFK tra un B-747 Alitalia e un aeromobile della UsAir
e fu argomento di recurrent training.
Interfaccia equipaggio - ambiente
Nell’interfaccia con l’ambiente
vanno messi in conto non solo quegli aspetti specifici di collocazione
dell’evento (aeroporto, piste, orario, condizioni
meteo e di luce) ma anche i
rapporti con altri elementi (uomini e macchine) che sono parte significativa
dello scenario.
L'equipaggio del B747 Combi, fermo sul lato destro dell'area di attesa, era in collegamento
radio con il Ground (121.9) e non poté ascoltare
le battute scambiate tra la Torre (118.7) ed il Cargo.
Vedremo in seguito l'importanza
di questo aspetto.
L’equipaggio del Cargo aveva
avuto il via libera dalla Torre (“...se ci passa”) per eseguire il sorpasso con una comunicazione
che costituiva un metamessaggio. Esso sottintendeva:
“non
so se ci passate, pertanto la responsabilità è tutta vostra”.
Questo messaggio venne ricevuto e compreso
nel suo intendimento nascosto tanto che la risposta ”ci
proviamo” va intesa proprio come accettazione di quel metamessaggio.
Questa condizione poteva essere
un rinforzo esterno al dubbio sulla reale separazione laterale ma
fu anche una spinta a proseguire,
come vedremo al livello superiore di comprensione.
C’erano però due condizioni che favorivano la rimozione del dubbio.
La prima, evidente, che l’aereo fermo era di poco a destra della sua
linea gialla di riferimento e che uno spostamento a sinistra dalla
propria linea eseguito dal Com.te del Cargo
avrebbe aumentato la distanza, tutto
questo nella convinzione apparentemente legittima che le due linee
fossero previste per la manovra di sorpasso.
La seconda, non evidente, che le due ali si trovavano su piani diversi
a causa del maggior peso del Cargo. Questa particolarità fu evidente
solo al Comandante del Combi [cioè fu evidente solo al sottoscritto] nel momento che poté vedere
le due semiali approssimarsi l’una all’altra, un
attimo prima dell'urto.
Questa condizione, vista dal
finestrino del copilota del Cargo dava l’impressione che la
apparente minima differenza di altezza dal suolo delle due
semiali fosse in realtà una sufficiente distanza laterale.
Interfaccia equipaggio - procedure
Nell’interfaccia con le procedure
dobbiamo mettere in conto diversi aspetti.
La maggior parte di questi aspetti
attengono al terzo livello di analisi e di comprensione.
Basti dire qui che la presenza
della linea gialla di destra aveva la funzione sperimentale di posizionare
gli aerei per questioni di security e non
per consentire by-pass (sorpasso).
A FCO e su altri aeroporti italiani
era invalsa, invece, l’abitudine di utilizzare le aree adiacenti alle
testate piste come zone di sorpasso.
Questa circostanza provocò due
incidenti ad aeromobili di compagnia sull’area di ingresso ad un'altra
pista.
Tale procedura era consentita
o utilizzata tatticamente dal controllore di torre ma non c’era riscontro
su alcuna documentazione dello Stato che essa fosse
legittima dal momento che tali aree e la segnaletica tracciata non
corrispondevano agli standard dell’Allegato 14 dell’ICAO e dell’Airdrome Design Manual.
Come vedete la sceneggiatura non è cambiata negli anni.
3.1.3 - LIVELLO DI COMPRENSIONE SISTEMICA DI CAUSALITÀ.
Perché (why)
Questo livello di comprensione
espande i precedenti livelli per
approfondire aspetti organizzativi, socioeconomici e culturali che
influenzarono il contesto operativo del volo e innescarono i meccanismi
precedentemente osservati. Si allarga sempre di più il panorama sulle
falle latenti.
Interazione tra membri d'equipaggio
L’analisi di quest’area comporta aspetti molto delicati che si riferiscono
al vissuto professionale di ognuno dei membri dell’equipaggio ed al
record di efficienza individuale disponibile sulla loro attività negli
anni trascorsi in compagnia.
Il discorso porterebbe lontano
e ne indichiamo solamente i riferimenti essenziali che sono la selezione iniziale e la selettività del sistema (se presente)
nelle fasi successive di attività.
Quindi la capacità del sistema
attraverso le verifiche periodiche di accertare la rispondenza del
personale di volo alle condizioni richieste, unitamente alla diffusione di una cultura nei confronti di chi opera in prima linea
che consenta la percezione
inequivocabile degli obiettivi operativi e della loro priorità affinché i ragionevoli
dubbi vengano rimossi solo da adeguate certezze.
E’ ancora una volta una questione
di COCKPIT RESOURCE MANAGEMENT
(criterio addestrativo-educativo per la
comunicazione interpersonale) in quanto la cooperazione tra i membri
d’equipaggio e la collaborazione con il capo, se non sono correttamente
individuati gli obiettivi, può avvenire comunque, ma verso direzioni
errate.
A tal riguardo è importante sottolineare
che il copilota nell’affermare l‘esistenza, a parer suo, della sufficiente
se pur minima separazione tra le ali, può essere stato influenzato nella troppa rapidità di giudizio
dal fatto che, come gli altri, era pressato dalla necessità di non arrestare il meccanismo che avrebbe
consentito la partenza senza ulteriori ritardi. Per
questa ragione prevalse in lui un atteggiamento di accondiscendenza
nei confronti di quanto [egli
riteneva che] il Com.te si aspettasse da lui.
In tal modo le tecniche del CRM, se assimilate senza il necessario
rinforzo della corretta priorità degli obiettivi operativi, possono
essere un aggravante in certe situazioni.
Andrebbe valutata anche la percezione della responsabilità individuale
in presenza di equipaggio a 5 membri. Una
situazione che può verificarsi in formazioni d'equipaggio rinforzate
per ragioni di limiti di impiego e che ha posto da sempre problemi
di relazione, in particolare con due comandanti a bordo che si scambiano
funzioni a metà volo. Ma, a parte questi casi limite, è pur vero che
a volte nei componenti a rinforzo, quando non siedono al posto di
pilotaggio, si verifichi una sorta di disimpegno o di totale, fiduciosa,
delega ai colleghi che stanno svolgendo la funzione ai comandi dell'aeromobile.
Un atteggiamento criticabile e da evitare.
Interazioni ambientali
Il volo era in forte ritardo ed era già stato mancato
uno slot.
(Slot = Finestra temporale di
dieci minuti entro cui il volo deve decollare).
Il secondo slot era pressoché
scaduto sennonché, come accade di solito, il controllore applicò un
minimo di elasticità che venne percepita,
ovviamente, come concessione e predispose nell'equipaggio un atteggiamento
accondiscendente e collaborativo.
Il risultato fu il linguaggio
possibilistico adottato in fonia
(“ci proviamo”) e la volontà
di non creare ulteriori problemi bloccando il rullaggio per l’allineamento.
Una eventuale fermata, in attesa
dello spostamento dell’altro aeromobile, avrebbe comportato la necessità
di un terzo slot con i motori in moto e con conseguente consumo di
carburante che avrebbe influenzato i margini d’autonomia a causa del
peso elevato.
Questo aspetto del ritardo ha
radici nella percezione degli
obiettivi operativi da parte dell’equipaggio come indicato al
punto precedente.
Interazioni procedurali
Le norme, le informazioni sulle norme e la conoscenza delle norme costituiscono il
Software del sistema operazioni
volo.
Quindi proseguiamo nell’approfondimento
degli aspetti ad esso collegati.
Mentre le limitazioni all’utilizzazione
delle aree adiacenti le testate piste come zone di sorpasso non erano note ai piloti, il fatto
che la riga gialla di destra, su cui era fermo il B-747 Combi, fosse prevista a titolo sperimentale
esclusivamente per operazioni di security
(posizionamento di aeromobili con minaccia di sabotaggio), non era
noto ad alcuno degli enti di compagnia aventi il compito di raccogliere
le informazioni e diffonderle ai piloti.
Tale informazione non era stata
data nemmeno ai controllori di torre.
Il fatto che le due linee gialle
fossero entrambe continue e si raccordassero
con l’ingresso in pista era un ottimo motivo per rimuovere nell’equipaggio
del cargo il ragionevole dubbio
sulla garanzia della separazione laterale dei due aeromobili.
Il rullaggio lungo linee continue
e non tratteggiate, a meno di indicazioni diverse, è attuabile senza
particolari limitazioni.
A questo punto è opportuno esaminare
quale tipo di indicazioni avessero i piloti
per l’utilizzazione delle linee
di rullaggio.
L’unico riferimento
era il Manuale Operativo: Norme
relative alle singole fasi del volo: Rullaggio.
Tale riferimento era però espresso in maniera tutt’altro che chiara e laddove lasciava aperte delle questioni,
non forniva indicazioni per completare il quadro con adeguate informazioni.
Ora il M.O. è sostituito dal General
Basic come vuole la normativa JAROPS1, ma il testo che riguarda i
dubbi e la responsabilità è lo stesso quindi le questioni rimangono
aperte.
Dal General Basic:
La segnaletica orizzontale di guida al rullaggio può variare da aeroporto
ad aeroporto e non garantisce sempre a tutti i tipi di aeromobile
un adeguato margine dagli ostacoli, specialmente in aree ad elevata
densità di traffico. Le strisce di guida al rullaggio ed i segnali
del parcheggiatore, durante il rullaggio in aree di parcheggio, vanno
intesi solo come aiuti ai piloti per facilitare la manovra.
Pertanto, anche se sono disponibili strisce di guida, "follow-me" o segnali del parcheggiatore, il Comandante
rimane responsabile della separazione, durante tutto il rullaggio,
dagli ostacoli sia fissi che mobili. In caso di dubbio, interrompere
il rullaggio chiedendo assistenza prima di continuare il rullaggio
stesso.
(Chiedendo assistenza a
chi? L'unica alternativa, data la configurazione di responsabilità,
sarebbe di scendere dall'aereo prendere le misure e poi risalirvi
e manovrare).
E' evidente, allora, come nella
circostanza dell'evento in oggetto il comandante non avesse
molte vie d'uscita tranne che (con il senno del poi) contattare sulla
frequenza di ground l'equipaggio dell'altro
aeromobile per eventuali conferme o dissuasioni dal procedere. Che
poi fu quello che io cercai di fare.
Cioè cambiare frequenza per chiedere
all'equipaggio del Cargo dove diavolo stesse
andando dato che si avvicinava senza rallentare e che il sorpasso
mi era sembrato immediatamente da escludere in base alla percezione
di eccessiva vicinanza.
Purtroppo entrai in frequenza
che l'urto era ormai avvenuto, in tempo per udire una voce dal tono
piuttosto alterato che chiedeva alla Torre di tornare al parcheggio.
Ma per tornare al M.O., anche se le norme fossero state
chiare ed inequivocabili, mancava un criterio adeguato di verifica
della conoscenza e della capacità di applicare dette norme da parte
del Personale Navigante Tecnico.
Infatti l’unica occasione di verifica
costituita dal check simulatore prevedeva
solo 4 domande, tra circa un centinaio, riguardanti le Norme operative
di volo.
Il sistema a questionario presentava
comunque delle incongruenze quale base di verifica della conoscenza,
incongruenze derivanti anche dalla struttura del Manuale Operativo.
Un altro elemento relativo alla
mancanza di procedure chiare era il comportamento dopo un incidente al suolo.
Il rientro immediato al parcheggio
del Cargo, passando sulla pista attiva su cui poteva disseminare dei
frammenti, come infatti accadde, e a velocità
sostenuta, fu il connotato di una reazione emotiva, anche se comprensibile.
A questo riguardo, come dimostrato
da un altro incidente al suolo sull’aeroporto di JFK, e da un incidente
di un MD-11 a Chicago, i Comandanti coinvolti decisero il proprio
comportamento dopo l’incidente sulla base del buon senso, il primo,
e sulla base di indicazioni generiche fornite dall’associazione
piloti, il secondo. Nessun riferimento a precisi obblighi e
a precisi diritti e a forniture d’assistenza era disponibile per il
Com.te, tranne il generico ricorso al Capo
Scalo per la eventuale riprotezione
dei passeggeri e delle merci.
Le esigenze dell’investigazione
e della conservazione delle evidenze che la modifica dell’Allegato
13 prevedeva anche per gli eventi definiti “serious
incident” avrebbero dovuto
essere contemplate nel comportamento dopo l’evento in termini di norme
di compagnia.
Interazioni con l'aeromobile
Trattiamo ancora a questo livello
di comprensione il rapporto con la macchina per il semplice fatto
che una caratteristica come le dimensioni e le limitazioni di visibilità
verso l’ala sono dei problemi non risolvibili con interventi diretti
a meno di usare (come fu stato fatto su due B-747 della British
Airways a titolo sperimentale) un sistema di telecamere a
circuito chiuso selezionabili su un monitor nel cockpit.
Il costo sicuramente avrebbe ripagato (e ripagherebbe ancora) in termini
di efficacia ma non è possibile dilungarci su questo aspetto in questa
occasione.
Va aggiunto che la visione della
punta dell’ala dal posto di pilotaggio è per metà monoculare e per metà binoculare
con evidenti problemi di percezione tridimensionale corretta delle
distanze e non si può a questo punto escludere che in mancanza di
altri mezzi idonei si debba ricorrere all’osservazione dell’esterno
aprendo la botola superiore del cockpit.
Il progetto della macchina lascia
aperta la porta a diversi problemi che è compito dell’addestramento risolvere. L’assenza per lunghi periodi di eventi specifici
fa dimenticare i problemi che le generazioni di piloti che hanno vissuto
l’inizio delle operazioni con un certo tipo di macchina avevano ben
chiari nei loro aspetti.
Questo KNOW-HOW, che è la base
di quella che viene definita airmanship, è una caratteristica del personale di volo che si realizza in parte
con l’addestramento ma prevalentemente con l’educazione o la diffusione
di modelli culturali ed è l’unica barriera residua per bloccare
i problemi lasciati vaganti dal progetto prima e dall’addestramento
successivamente.
3.1.4 Le falle attive e le falle latenti
Per concludere associamo al modello
Reason (descritto nella prima parte) un
elenco di fattori che hanno avuto il ruolo di falle latenti e attive
in questo incidente.
Ø
Distanza delle linee di rullaggio non adeguata.
Ø
Visibilità
laterale pessima.
Ø
Errata interpretazione della visione dell’esterno.
Ø
Inadeguato coordinamento delle attività in cabina.
Ø
Mancata percezione delle priorità e delle responsabilità.
Ø
Utilizzazione impropria delle strisce al suolo.
Ø
Segnaletica
non standard.
Ø
Norma locale non comunicata.
Ø
Definizione degli obiettivi evanescente con tendenza al
risultato economico.
Ø
Scarsa individuazione e diffusione di problemi operativi.
Ø
Insufficienti strumenti di verifica delle competenze del
PNT.
Ø
Carenza di comunicazione e coordinamento tra enti aeroportuali,
controllo del traffico e compagnie.
Ø
Programmazione voli non coordinata con i problemi ATC.
Ø
Allestimento voli cargo problematico ecc..
3.2 - Conclusioni e interventi correttivi
I fattori causali di questo evento
sono di carattere prevalentemente organizzativo da cui la definizione
secondo J.Reason di organizational accident.
Termini evidenziati tipograficamente
come selezione iniziale,
addestramento, educazione e diffusione di
modelli culturali, percezione
delle responsabilità, percezione
degli obiettivi operativi sono aree di competenza di chi gestisce
il sistema.
Questo dato non ha lo scopo (per
il momento ed in questa circostanza) di spostare la responsabilità
e una sorta di sottinteso biasimo dalla cabina di pilotaggio al management.
L’individuazione di responsabilità
e il biasimo non sono obiettivi idonei a realizzare la prevenzione
degli incidenti, come dichiarato espressamente nell’Allegato
13 dell'ICAO.
Lo scopo di individuare il più
alto livello di comprensione di un incidente è quello di indicare
che anche l’attività gestionale è soggetta ad errori e che tali errori
restano nel sistema come “patogeni
residenti” o latent failures (J.Reason).
Il secondo livello di comprensione
dell’evento in questione ha già portato a stabilire una serie di provvedimenti
da parte degli enti di Stato, provvedimenti di carattere reattivo atti a correggere la situazione
della segnaletica orizzontale messa in evidenza dall’evento.
L’analisi strutturata secondo
un modello di generazione causale
di incidente è uno strumento che permette, al più alto livello
di comprensione, di individuare fattori nascosti e remoti che saranno
il seme per altri possibili eventi finché non verranno
adeguatamente estirpati con una opera di reale prevenzione a carattere
attivo.
Subito dopo l'incidente vennero tracciate nuovamente le linee di rullaggio e fu immediatamente
diramata a tutti gli equipaggi l'informazione relativa agli aspetti
dell'incidente legata ai problemi di interfaccia con procedure, macchine
ed ambiente e fu sottolineato l'aspetto comportamentale della comunicazione
da parte dell'equipaggio al proprio interno e con altri all'esterno.
Fu comunicata a tutte le compagnie
che operavano in territorio nazionale la non corrispondenza della
segnaletica orizzontale allo standard ICAO (IATA Safety
Information Exchange).
Diversi fattori non furono corretti a causa dell'assetto organizzativo del
sistema aeronautico nazionale che vede delle
vere e proprie barriere di comunicazione tra enti aeronautici in presenza
di piccole nicchie di specifica elevata competenza e conoscenza dei
problemi e di diffuse aree di competenza generica o di totale incompetenza.