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LAMENTI FARISAICI
Puntualizzazioni a cura del Com.te Renzo
Dentesano
Il Presidente dell’ENAV Giulio Spano in occasione
dell’audizione presso la Commissione Trasporti della Camera [in data 31
gennaio scorso], rilasciò affermazioni definite allarmistiche e
che provocarono, tra le molte, anche la giusta reazione delle componenti
professionali dei Controllori del Traffico Aereo.
Egli dichiarò che "non
si sentiva di garantire la sicurezza"
a causa dell’introduzione della "Reduced Vertical Separation Minima
– RVSM" avvenuta contemporaneamente nei cieli italiani così
come in quelli di tutta Europa (ed in parte del NordAfrica) lo scorso
24 gennaio.
Se tali affermazioni potevano forse essere scusate dall’ignoranza in materia
tecnica dello Spano, non sono ammissibili e giustificabili le successive
dichiarazioni di appoggio a tale posizione rilasciate dal Presidente dell’ANPAC
Andrea Tarroni.
Quest’ultimo, in qualità di pilota
commerciale in servizio attivo presso un Operatore aereo nazionale, dovrebbe
essere al corrente che il progetto RVSM origina da una invocata
iniziativa dell’ICAO, vecchia di almeno una ventina d’anni.
Tale iniziativa era intesa ad aumentare
il numero dei livelli di volo disponibili nello spazio aereo superiore
[al di sopra del livello di volo 290 (FL 290)] riducendo la preesistente
separazione verticale di 2.000 piedi a quella di 1.000 piedi, come avviene
al di sotto di livello di volo 290.
Tra le condizioni essenziali per la realizzazione vi era quella che gli
altimetri barometrici regolati alla pressione standard di 1013.2 hPa avessero
garantito uno scarto massimo di +/- 25 metri (+/- 80 ft) al di sopra di
29.000 piedi.
In quest’ultimi anni, a seguito dell’iniziativa presa dall’ICAO, la separazione
verticale è stata dapprima ridotta, da parte degli Enti responsabili,
a partire dal 27 marzo 1997 sulle rotte del Nord Atlantico (assieme alla
separazione laterale) e dopo la lunga sperimentazione iniziata in Europa
dal 1995 da parte di Eurocontrol, che ne aveva avuto l’incarico continentale,
è stata applicata a partire dal 24 gennaio 2002 da tutti i Centri
di Controllo (ATCC) di ben 41 Paesi europei e perfino nordafricani.
La nuova separazione
verticale di 1.000 piedi si applica solamente a quegli aeromobili commerciali
le cui Autorità di Aeronavigabilità abbiano rilasciato l’approvazione
a seguito dell’avvenuta verifica della taratura dell’impianto baro-altimetrico
(Pitot-Static System e Central Air Data Computed System) che sia in grado
di garantire, per ogni modello di aeromobile così approvato, che
l’errore massimo del sistema altimetrico principale non ecceda il massimo
scarto fissato appunto in +/- 25 metri (+/- 80 ft.).
Dalla verifica avvenuta per accertare la
rispondenza a tali requisiti internazionali su ben 8.400 velivoli commerciali,
ben 7.700 sono risultati approvati come rispondenti alle specifiche alla
data del 31 ottobre 2001 e pertanto possono essere autorizzati dai Centri
ATS a volare nello spazio aereo superiore europeo e nordafricano secondo
le nuove separazioni verticali che consentono in tal modo di utilizzare
ben sei nuovi livelli di volo tra FL 290 e FL 410.
All’entrata in vigore del nuovo criterio di separazione verticale risultano
attualmente esclusi, in quanto non idonei ad operare secondo le nuove
norme, i seguenti sette tipi di aeromobile:
AN
24 e IL 86, di costruzione russa;
Avro
RJ 85 e 100, di fabbricazione britannica;
Embraer
135 e 145, di produzione brasiliana;
Fairchild
50, di fattura statunitense.
Per tutti questi tipi di aeromobile e per
gli aeromobili di Stato che non siano idonei allo standard RVSM i livelli
di volo assegnabili dagli Enti ATC sono quelli disponibili entro il livello
di volo 280 (FL 280).
Quindi non avrebbe dovuto stupire nessuno che anche l’Italia avesse aderito
al programma RVSM. Infatti, essendo l'Italia Stato contraente dell’ICAO,
e Stato della C.E. che fa parte, con il proprio "Air Navigation
Service Provider" (cioè l’ENAV) di Eurocontrol, avrebbe
dovuto stupire e preoccupare il contrario.
Pertanto, nessuno aveva il diritto di suscitare allarmismi ingiustificati
ignorando il lavoro fatto dagli organi tecnici nazionali per aderire,
nei termini temporali e qualitativi, all’iniziativa promossa da lungo
tempo dall’ICAO ed entrata felicemente in vigore il 24 gennaio sotto l’egida
e l’impegno di Eurocontrol.
Che nessuno ed in particolare nessun professionista del Servizio ATC e/o
nessun dipendente tecnico di qualsiasi Air Operator, inclusi in prima
linea i piloti professionisti da esso dipendente, potessero ignorare sia
il lavoro di preparazione che la data d’entrata in vigore delle nuove
separazioni verticali, era un fatto scontato e garantito da tempo dai
contenuti nei documenti ufficiali aeronautici quali il Doc 9574 – Manual
on RVSM – dell’ICAO, il JAA TGL6-R.1 del 1 ottobre 1999
e dalla FAR 91 – RVSM della FAA.
Men che meno poteva permettersi di ignorare
tutto ciò il Presidente dell’Anpac, pilota professionista alle
dipendenze di una compagnia aerea che dovrebbe averlo informato di come
ed in qual modo l’introduzione del programma RVSM, a partire dal 24 gennaio,
sarebbe andato ad influire direttamente sul lavoro del personale navigante
di condotta, in particolare in merito a:
la
corretta compilazione dei Piani di volo ATC, con l’inclusione della
lettera "W" alla voce 10 del relativo modulo dell’ICAO, o, in caso di
Piano di volo ripetitivo, con l’iscrizione della stessa lettera alla
voce "Q" di tale versione, per gli aeromobili "RVSM approved";
la
conoscenza della nuova procedura in caso di avaria delle radiocomunicazioni;
l’utilizzo
della nuova versione 7.0 dell’apparato ATCAS II/ TCAS II installato
a bordo;
la
procedura da adottare in caso d’incontro in volo di condizioni di turbolenza
atmosferica che non consenta il mantenimento stabile del livello di
volo assegnato;
il
metodo di riporto dell’eventuale incontro di "wake vortex" (vortice
di scia) in volo di crociera.
Dunque niente stupori
e soprattutto niente falsi allarmismi da parte di chi, proprio perché
facente parte della schiera di coloro che dovevano doverosamente essere
professionalmente informati, … non potevano non sapere … del progetto
e della sua pratica attuazione, da lungo tempo pianificata e preparata,
per entrare in vigore nei cieli di tutta Europa alla data del 24 gennaio
2002.
Roma, 10 febbraio 2002.
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